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Falso in bilancio: reclusione fino ad otto anni

Arrivato al Senato l'emendamento anti-corruzione

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Presentato in commissione al Senato dal viceministro Enrico Costa  l'emendamento del governo al ddl anti-corruzione sul falso in bilancio. Esultano le principali cariche dello Stato, primo tra tutti Matteo Renzi: ''Contro corruzione proposte governo: pene aumentate e prescrizione raddoppiata. E l'Autorità oggi è Legge con pres Cantone'', dichiara come suo solito cinguettando  via Twitter.

Il presidente del Senato Pietro Grasso non è da meno e anche lui  via Twitter informa: ''C'è una buona notizia. Alleluja, alleluja. Il famoso emendamento sul falso in bilancio è arrivato e questa è una novità importante''. 

Il testo del governo prevede da uno a cinque anni di reclusione per le società non quotate, mentre si va da tre a otto anni per le aziende quotate in borsa. Per i fatti di lieve entità, è prevista la pena da sei mesi a tre anni di reclusione per le non quotate. Viene  introdotta la possibilità di querela di parte in caso di piccole società non quotate.

Per queste ultime, l'esecutivo esclude l'utilizzo delle intercettazioni durante i relativi accertamenti. Sul fronte delle pene pecuniarie, l'emendamento del governo al ddl anti-corruzione prevede sanzioni da 400 a 600 quote  per le società quotate in borsa e da 200 a 400 quote per le non quotate. Per queste ultime, la sanzione scende da 100 a 200  per fatti di lieve entità.

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