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Divorzio breve, sì del Senato

Il provvedimento torna ora alla Camera

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Ė più agevole l’iter per velocizzare il “divorzio bicamerale”, cioè quello tra Camera e Senato, o quello per accelerare il divorzio coniugale? Sembra in realtà che le due partite abbiano entrambe bisogno di abbondanti tempi supplementari.

Non si può dire, però, che  negli ultimi tempi Palazzo Madama non si stia conformando a tempi operativi più vicini al gradimento del premier Renzi. A pochi giorni di distanza dall’approvazione del ddl sugli ecoreati, stamani il venerabile consesso ha fornito un altro fondamentale assist nel percorso delle riforme, votando sì in modo praticamente bulgaro al testo del disegno di legge che prevede la riduzione dei tempi per il perfezionamento della separazione tra marito e moglie. Ben duecentoventotto voti favorevoli e solo undici contrari (ci sarebbero anche undici astenuti, ma servono solo a riempire il taccuino dei notisti politici), e così il ddl torna alla Camera, senza indugi, per la terza lettura.

Stralciata nella seduta di ieri la norma che apriva al divorzio immediato qualora in famiglia manchino figli minorenni, il provvedimento ha trovato terreno facile per l’approvazione in Senato. In base ad esso, dai tre anni attuali che intercorrono dalla separazione effettiva all’ottenimento del divorzio si passerà a un solo anno. Qualora però la separazione dovesse essere consensuale, il periodo di attesa potrebbe ulteriormente accorciarsi, e i dodici mesi diventare sei.

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