Ricchiuti (P.P.I.) - "Appello ai partiti italiani anti euro"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 20/08/2015 in Politica da Paolo Ambrogi
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Paolo Ambrogi

Da mesi sentiamo parlare dai telegiornali della speculazione finanziaria contro l’Euro e in particolare contro i titoli di stato della Grecia prima e dell’Italia poi. Per far fronte a questa speculazione i governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno  fatto  manovre che hanno di fatto portato a una stagnazione dei consumi interni e un peggioramento della micro economia . Dalla libertà di licenziamento all’allungamento dell’età per andare in pensione, dalla privatizzazione dei servizi pubblici locali alla messa in discussione dei contratti nazionali di lavoro, al taglio dei fondi per l’assistenza sociale e ad una pressione fiscale ben oltre la media europea.
Tutte queste misure sono state condivise con l’Unione Europea che anzi chiede – insieme alla Banca Centrale Europea – misure più pesanti di taglio della spesa pubblica. Si tratta delle stesse misure che da anni sono state applicate alla Grecia e che hanno prodotto una pesante recessione e un drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro in quel paese.
Ma queste misure servono a combattere la speculazione finanziaria ? NO!
La speculazione sull’Euro e poi sui titoli di stato greci e italiani è frutto di un fatto preciso: la Banca Centrale Europea (quella che stampa l’Euro per conto degli stati europei) è l’unica Banca Centrale del mondo che presta i soldi alle banche private (allo 0,05% di interesse) e non presta direttamente i soldi agli stati. Gli stati sono così obbligati a finanziarsi sul mercato, cioè a farsi prestare soldi dagli speculatori che ovviamente ricercano il loro guadagno. A tal fine gli speculatori (cioè le banche e le grandi finanziarie) attaccano uno stato per volta e per acquistare i titoli di stato si fanno pagare un tasso di interesse da usurai. Concretamente l’Italia oggi paga più del 4% di interessi per piazzare i suoi titoli (la Grecia oltre il 15%). E’ chiaro che gli speculatori che prendono a prestito i soldi dalla BCE allo 0,05% e poi li prestano all’Italia al 4%, hanno un bel guadagno e continueranno questo gioco all’infinito. Il governo potrebbe anche abolire le pensioni o la sanità pubblica ma la speculazione continuerà a fare il suo gioco. Anche perché, il debito italiano è di  2200 miliardi di euro sempre in salita e gli speculatori hanno quindi parecchio debito su cui speculare e nessuna politica è in grado di ridurre veramente il debito senza mettere i carri armati per le strade. In questa situazione il Fondo Salva Stati fatto a livello europeo rappresenta solo la cifra che gli speculatori possono estorcere agli stati prima che questi falliscano: è un finanziamento pubblico agli speculatori!
C’è un modo per combattere la speculazione finanziaria? SI!
Basterebbe che la BCE anzichè prestare i soldi alle banche li prestasse direttamente agli stati membri, cioè comprasse direttamente i titoli degli stati europei. In questo modo gli stati avrebbero il danaro necessario al tasso di interesse ufficiale dello 0,05% e non sarebbero obbligati ad andare a chiedere i soldi agli strozzini. La speculazione cesserebbe immediatamente perché non vi sarebbe più la possibilità di ricattare gli stati da parte degli speculatori. Qualcuno può pensare che la mia sia una risposta semplicistica, che se fosse così semplice l’avrebbero già fatto. Peccato che quello di cui sto proponendo di fare è  esattamente quello che fanno gli USA, dove la Federal Reserve compra direttamente i titoli di stato americani, la Gran Bretagna, l’India, il Brasile, la Cina e tutti i paesi del mondo. L’Europa è l’unico posto nell’universo e l’unico caso nella storia dell’umanità in cui la Banca centrale – in nome dell’ideologia neoliberiste - presta direttamente i soldi agli speculatori e non agli stati. Se ne è accorse  anche Sarkozy qualche anno fa che  propose di trasformare il fondo salva stati (che può comprare i titoli degli stati) in una banca, in modo che potesse prendere i soldi direttamente dalla BCE e fare l’operazione che stiamo proponendo  noi sia pure con un giro un po’ più lungo. Ovviamente appena la Germania disse no, Sarkozy ritirò la proposta.
Occorre chiamare le cose con il loro nome: ci troviamo davanti alla più grande truffa mai avvenuta su scala mondiale: la speculazione è voluta dall’Unione Europea e dalla BCE per spingere gli stati a tagliare lo stato sociale e i diritti dei lavoratori e dei piccoli imprenditori e i governi come quello di Renzi  sono complici e succubi di questi soggetti. Il complesso delle classi dirigenti europee permette alla Merkel di usare la speculazione come una clava per ridurre il costo del lavoro in una Europa considerata alla stregua del cortile di casa della Germania o peggio ancora, fare man bassa delle proprietà degli altri Stati , come dimostra l'acquisto nei giorni scorsi di una società tedesca di ben 14 aereoporti greci a un prezzo ridicolo. Non è un caso che ci censurano: siamo tra i pochi a dire ad alta voce questa semplice verità.
Per fermare questa truffa noi proponiamo che lo stato italiano non restituisca i soldi alle banche estere che stanno speculando e proponiamo di fare un referendum sulle politiche economiche . Un referendum che si pronunci chiaramente sulle politiche economiche e che sia vincolante per questo governo ma anche per i governi futuri. Se il governo non vuole organizzare il referendum lo dobbiamo organizzare dal basso, autogestito e su questo chiediamo l’appoggio delle forze politiche anti euro , in quanto sbandierare  soltanto l’uscita dall’euro è sicuramente uno slogan ad effetto ma se ciò non avvenisse mai ? Non sarebbe opportuno iniziare a fare qualcosa che da subito potrebbe portare un beneficio per tutti i cittadini ? Parliamo di miliardi di risparmio annuo da investire nella economia reale e ridurre drasticamente la pressione fiscale . Non è possibile che la gente sia “sondaggiata” su tutto ma non possa mai pronunciarsi sulle cose importanti!
In democrazia il potere è del popolo e il popolo deve decidere le politiche economiche. Referendum subito sulle politiche economiche del governo e della UE. Prima che sia troppo tardi!

pagina FB ufficiale ---> Lino Ricchiuti - responsabile nazionale Movimento Politico Popolo Partite Iva

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