Ban Ki-moon, su Libia “italiani brava gente”

“Italia decisiva nei processi di pace”

pubblicato il 16/10/2015 in Politica da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Ban Ki-moon

Missione di pace dell’Onu in Libia: il segretario delle Nazioni Unite, Ban-Ki-Moon, candida l’Italia a guidarla.

Intervistato ieri a Roma da Massimo Gaggi per il Corriere della Sera, infatti, il n. 1 del Palazzo di Vetro ha dichiarato che “Se sarà varata, la decisione su chi la guiderà dovrà prenderla il Consiglio di Sicurezza. Ma, per parte mia, posso dire che l’Italia ha svolto un ruolo molto positivo, e centrale anche nel favorire un accordo per un governo di unità nazionale, al fianco del mediatore Bernardino León”. Insomma, per meriti acquisiti sui terreni diplomatici, il governo di Renzi potrà godere di una “sponsorizzazione” speciale: per essere, eventualmente, leader in una campagna tesa a consolidare il processo di peacekeeping nel già “bel suol d’amore” per le italiche pretese imperialistiche.

L’Italia, ha aggiunto Ban, è stata fino a questo momento “la pietra angolare dei processi di pace delle Nazioni Unite e dell’impegno per i diritti umani. Ed è anche il Paese occidentale che ha dato il maggior contributo alle attività di peacekeeping. Avete mandato più di 1.100 uomini in Libano e altrove e io conto sulla continuazione di questo impegno. L’Italia è stata anche, come già detto, un campione dello sviluppo dei diritti umani e spero che prosegua su questa strada, insieme con le altre nazioni, ora che c’è da concretizzare l’Agenda 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Un pianeta accogliente, con al centro il futuro degli esseri umani, possiamo farcela”.

Nell’intervista, il segretario Onu tocca anche brevemente il sempre delicato capitolo immigrazione. Su questo fronte, dice, l’Ue deve mostrare “più solidarietà", perché sul fatto che “l’Italia è stata generosa” non ci piove.

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