Niente dimissioni per Ignazio Marino

Il sindaco di Roma le ritira, nuovo vertice al PD tra le parti

pubblicato il 29/10/2015 in Politica da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

Qui la questione principale non è Ignazio Marino ma è Roma. Marino non ha assolutamente nulla da chiedere né da negoziare con nessuno e per nessuno.

Così Ignazio Marino si è espresso questa mattina, prima di firmare la lettera con la quale ha ritirato le proprie dimissioni, che aveva presentato lo scorso 12 ottobre.

Il sindaco di Roma non si lascia intimorire dalle accuse e frecciate rivoltegli da più parti, replicando anche al presidente dell'Autorità Nazionale anticorruzione Raffaele Cantone, che aveva accusato Roma di non avere gli anticorpi necessari nonostante Mafia capitale : A Roma gli anticorpi esistono, questa piazza domenica ne ha visti migliaia presenti. Nella città ce ne sono milioni. Certamente gli anticorpi vanno valorizzati da noi delle istituzioni, perché se in un organismo vivente gli anticorpi vengono annichiliti non potranno svolgere bene la loro funzione.

I consiglieri Dem capitolini hanno minacciato dimissioni di massa: una mossa che però non sarebbe affatto sufficiente allo scioglimento del Consiglio, dal momento che, in base al Testo unico degli enti locali, lo scioglimento del consiglio avviene con le dimissioni contestuali della metà più uno dei membri.

Quindi sarebbero necessarie le dimissioni di ben 25 consiglieri su 48, a dispetto dei 19 appartenenti al gruppo interno del PD: uno sviluppo che arriverà, forse, dal vertice che si deve tenere oggi al Nazareno, naturale proseguo di quello avvenuto ieri tra Marino e il commissario PD Orfini, che dopo quattro ore ha portato ad un nulla di fatto.

Finora ognuno nelle sue posizioni, con la posizione del sindaco di Roma sempre più scomoda nei confronti del suo partito, dove i pochi che hanno parlato ribadiscono il pensiero espresso dal commissario di partito, appoggiato anche da Renzi: la posizione del Pd è autorevolmente espressa da Orfini.

Ignazio Marino intanto è al suo posto, lasciando intendere che se lo lascerà non sarà per sua scelta.

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