Fumo e cancro, una sottile "linea gialla"

Dati incontrovertibili di uno studio che riguarda Cina

pubblicato il 06/02/2016 in Salute e alimentazione da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Cina - Il cancro è sempre pù emergenza sociale

I fumi del tabacco, e i fumi dell’inquinamento.

Insieme hanno contribuito a causare, in Cina, 4,3 milioni di nuovi casi di cancro nel corso dell’anno appena passato. E i decessi per carcinoma sono stati circa la metà, 2,8 milioni. Parola del prof. Wanqing Chen, luminare del National Cancer Center di Pechino, e autore di uno studio approfondito sul tema, ospitato sulle pagine dell’americano Cancer Journal for Clinicians, che dal 1950 è una delle più autorevoli pubblicazioni periodiche nel settore oncologico (esce a cadenza bimestrale).

A dir la verità, secondo lo studio condotto dallo scienziato cinese, il tasso di mortalità è diminuito rispetto al 2006 (era cresciuto dal 1973 al 2006 di pari passo con il crescere dell’inquinamento ambientale), ma l’emergenza oggi sembra maggiore perché si contano più morti, e questo per colpa del boom demografico che ha interessato la Cina negli ultimi decenni (la popolazione del Paese ammonta, allo stato attuale, a 1,37 miliardi di persone), oltre al fatto che si invecchia di più, quindi si raggiunge con più frequenza l'età fragile dal punto di vista oncologico.

Giornalmente vengono diagnosticati dodicimila nuovi casi e si registrano 7500 decessi. Tra i maschi cinesi i tipi di tumore più diffusi sono quelli al polmone, allo stomaco, all’esofago, al fegato e al colon. Tra le donne, invece, il tasso di incidenza più alto spetta, non così sorprendentemente, al cancro al seno (15%); poi ci sono quelli già elencati per la popolazione maschile, eccetto quello al fegato.  

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