Cara Francesca ho ventidue anni una vita normale e soffro di attacchi di panico...........

Psiche, cuore e dintorni con la psicologa Francesca Niccheri

pubblicato il 09/11/2016 in Salute e alimentazione da Francesca Niccheri
Condividi su:
Francesca Niccheri

Gentile Dr. Francesca,
Mi chiamo Silvia ed ho 22 anni, una vita normale: studio, una famiglia unita e molti amici eppure ho avuto due attacchi di panico durante l'estate e la prima volta sono finita al pronto soccorso. Poi più niente fino ad ottobre, quando c'è stato il terzo attacco. Mi hanno spiegato  di cosa si tratta, ma resta il problema che non riesco ad allontanarmi troppo da casa perché ho paura di sentirmi di nuovo male. Ieri, ero al cinema con delle amiche, ma ad un certo punto  mi sono dovuta alzare ed andare via perché avevo il cuore in gola e mi sembrava di svenire, anche se ero seduta. Ho pensato, "ecco, ci risiamo". Le mie amiche mi hanno aiutata, ma io ho provato anche molta vergogna ed oggi ho più paura che mai ad uscire. Cosa mi suggerisce?
Cordiali Saluti.
Silvia

 

Cara Silvia,

L'attacco di panico, di solito, arriva improvvisamente e può spaventare molto poiché è caratterizzato da una costellazione di sintomi, anche fisici, tra i quali: palpitazioni, sensazione di soffocamento, difficoltà a respirare, dolori al petto, sudorazione profusa, brividi, capogiri, mal di stomaco, nausea, vampate di calore e tremori. Atri sintomi che possono manifestarsi sono: la paura di perdere il controllo, di impazzire o morire, un senso di irrealtà e di percepirsi come al di fuori del proprio corpo. Il picco d'intensità dell'attacco viene di solito raggiunto nell'arco di 10 minuti e il tutto tende ad esaurirsi, in circa 20 minuti.

Ora, è chiaro, che tutto ciò genera molta paura e non sono pochi coloro che, nel caso di attacchi ripetuti nel tempo, si rivolgono a più medici specialisti cercando la causa fisica. Chiariamo subito che di attacchi di panico non si muore, il problema casomai è che l'esperienza è così terrifica che si ha il timore possa ripetersi. Quello che, probabilmente, sta accadendo a lei, Silvia, è che è entrata nel circolo vizioso di quella che si definisce "ansia anticipatoria", per cui se percepisce un qualche sintomo (es: palpitazioni), cresce la paura e l'attivazione del sistema nervoso e con essi il rischio che, realmente, si sviluppi un nuovo attacco di panico. Evitare luoghi e situazioni in cui si teme di poter star male, di trovarsi in imbarazzo o di non poter ricevere aiuto è tipico del circolo vizioso della paura. La mia opinione è che l'attacco di panico sia generato dal tentativo di soffocare le proprie emozioni, che alla lunga, compresse, chiedono ascolto ed esplodono con la perdita del controllo, tipico dell'attacco di panico.

Un primo passo da compiere, con l'aiuto di un professionista, è quello di imparare a tollerare l'attivarsi dei diversi sintomi. Già per conto proprio effettuare dei respiri superficiali e brevi aiuta. Il passo successivo è imparare a riconoscere le proprie emozioni e, spesso, il nostro corpo ci dà delle  indicazioni in proposito: una forte nausea potrebbe essere legata a qualcosa che non abbiamo digerito, ma che fatichiamo ad ammettere, una tachicardia o il dolore al petto potrebbero stare parlandoci di qualcosa che ci ha spaventati o feriti e che chiede di essere ascoltato. La raccomandazione, come sempre, è di rivolgersi ad un professionista, siamo molto abili a farci le domande e a darci le risposte che più ci comodano, ma se abbiamo fatto tanta resistenza fino ad arrivare al panico, abbiamo bisogno di chi possa aiutarci a fare luce, là dove abbiamo paura di andare, accompagnandoci, con presenza e professionalità.

Saluti carissimi e buona esplorazione.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password