Olio d'oliva: una possibile prevenzione al cancro al seno?

La sperimentazione durerà un anno

pubblicato il 28/01/2014 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

Si chiama idrossitirolo ed è uno dei componenti più importanti dell’olio di oliva. Probabilmente, questa sostanza verrà sfruttata dai ricercatori, nella lotta contro il cancro al seno, che, in genere, colpisce le donne in pre-menopausa. Recentemente esaminata al Houston Methodist Cancer Center (Stati Uniti),  la sostanza è servita per comprenderne l’eventuale effetto positivo, sulla densità del seno, dopo un anno di trattamento. L’idea è di Tejal Patel, medico e oncologo dell’HMCC, in seguito a recenti ipotesi, che trovavano un’associazione tra la densità del seno e il cancro. Lo studio, che inizierà a breve, intende quindi mostrare le potenzialità del componente dell’olio d’oliva nella riduzione della densità della ghiandola mammaria. «Sappiamo che esiste una correlazione tra la densità del seno e il cancro al seno, - spiega Patel -. Una diminuzione della densità di una determinata percentuale può potenzialmente tradursi in un ridotto rischio, (2%), di sviluppare il tumore».

Le recenti ricerche hanno accreditato ciò che, da sempre, la medicina popolare sosteneva: l’olio extravergine di oliva è un eccellente protettivo della salute e può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, ipertensione ed effetti correlati, come l’ictus.
«La nostra speranza è quella di poter offrire alle donne un supplemento, che contribuisca a ridurre il rischio di cancro al seno, - precisa Patel -. Abbiamo già dimostrato, che possiamo prevenire alcuni tipi di carcinoma mammario; ora dobbiamo trovare il modo per farlo al meglio». Per comprendere appieno le potenzialità della sostanza, il team di ricerca arruolerà 100 donne volontarie, di cui 50 in pre-menopausa e 50 in post-menopausa. A ognuna  verranno forniti 25 milligrammi di idrossitirosolo in capsule, da assumere quotidianamente per un anno. Le visite di controllo verranno eseguite ogni tre mesi. Il team ha scelto volontariamente di non adoperare alcun placebo. Con questo genere di ricerca, si potranno così monitorare eventuali cambiamenti nella densità del seno ed effetti avversi, qualora si presentassero. Tuttavia, l’idrossitirosolo è stato già studiato precedentemente, sia negli esseri umani, che nelle colture cellulari in laboratorio. Dai risultati, era emersa la sua incredibile proprietà antiossidante, giudicata come una delle più potenti finora conosciute. Sempre gli stessi studi, avevano anche evidenziato la sua bassissima tossicità, seppur in dosi minime. Dunque, lo studio presenta ottimi requisiti per diventare il precursore dello sviluppo di nuove medicine dall’azione preventiva e anticancerogena. Intanto, però, bisogna attendere un anno.

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