Situazione difficile per i malati di autismo nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta

Un convegno organizzato dalla Asl di Firenze delineerà una panoramica dei malati della provincia

pubblicato il 01/04/2015 in Salute e alimentazione da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Dal convegno organizzato del Dipartimento salute mentale della Asl di Firenze e dall'associazione Ulisse che si  terrà   giovedì 2 aprile a Firenze  in occasione della Giornata mondiale dell'Autismo, emergeranno alcuni dati  rilevanti.  I dati raccolti provengono dai servizi per l'infanzia e adolescenza dell'Azienda Sanitaria di Firenze e rivelano come nella fase di passaggio dall'adolescenza all'età adulta, viene a mancare, con la fine della scuola, la strutturazione della giornata che per tanti anni ha aiutato gli autistici. Si modifica l’ambiente conosciuto, vengono a mancare insegnanti e assistenti scolastici dedicati, mutano le opportunità di scambio sociale.

Vengono inoltre a diminuire progressivamente i supporti offerti dalla Asl. Si passa ai servizi per adulti della salute mentale che però non sono ancora così strutturati da far pienamente fronte a quelle particolari esigenze. Infine si aprono le questioni relative agli inserimenti lavorativi, sempre molto rari, all’equilibrio tra scuola e lavoro, all’accoglienza nei centri diurni o residenziali. I servizi per l’infanzia e l’adolescenza dell’Azienda sanitaria di Firenze hanno in carico circa 325 minori con diagnosi di Disturbo dello spettro autistico, di cui 170 nel capoluogo regionale. Fra questi una decina hanno superato i 18 anni ma frequentano ancora la scuola.

Ogni anno in media sono 35 i giovani che accedono per la prima volta, aggiungendosi agli altri, ai servizi di salute mentale per l’infanzia e l’adolescenza e a circa il 60% di essi viene fatta una diagnosi di Disturbo dello spettro autistico. Gli altri hanno quasi tutti un altro importante disturbo dello sviluppo su cui è utile intervenire per prevenire  patologie conclamate in seguito, come disturbi dell’attaccamento, della regolazione, del linguaggio, ritardi cognitivi, gravi disprassie.

Dei 170 minori con DSAut seguiti nella zona di Firenze, un centinaio circa riceve un trattamento terapeutico.  Per gli altri 70 che sono più grandi di età (ultimo biennio scuola primaria, scuola secondaria di primo e secondo livello) l’intervento globale viene coordinato con visite periodiche, colloqui con la famiglia, verifiche del Servizio educativo domiciliare in stretto contatto con la scuola, l’attività extrascuola, riabilitativa e di tempo libero. Tutti i membri di questo programma sono in rete tra loro e si confrontano tra loro nelle verifiche periodiche.

 

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