Arriva a Milano la consegna del pasto a domicilio con UberEats

Oltre cento i ristoranti convenzionati i cui menù sono disponibili sull'App

pubblicato il 26/10/2016 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

MILANO – Il capoluogo lombardo, dopo San Francisco, New York, Dubai, Londra e Amsterdam sarà il prossimo centro nel quale approda, in maniera ufficiale il servizio di food delivery UberEats. Milano sarà la 44esima città del mondo – e contestualmente la quinta sul territorio europeo – a fornire un simile sevizio ai suoi cittadini.

COME FUNZIONA – Già a cominciare da oggi, per sfruttare il servizio di consegna a domicilio, basta scaricare l’apposita App dal proprio Store – esistente sia per iOs che Android – e cominciare a consultare i menù degli oltre cento ristoranti al momento convenzionati. Una volta scelto cosa mangiare a da quale esercizio ordinarlo basta attendere circa mezz’ora – questo il tempo previsto – per ricevere direttamente a casa o in ufficio il proprio pasto.

PERCHE’ MILANO? – La città meneghina è stata scelta semplicemente perché, già in passato, ha dato dimostrazione che App di questo tipo sono riuscite a riscuotere un certo successo da subito. Tuttavia la grande differenza che UberEats propone con i diretti concorrenti è la consegna gratuita senza limiti minimi di spesa.

Secondo quanto dichiarato dal general manager di Uber Italia Carlo Tursi nella prima fase sarà servita l’area "compresa all’interno della circonvallazione esterna della città, ma contiamo di espanderci al più presto anche alle periferie. Aumentando allo stesso tempo anche il numero dei ristoranti con cui collaboriamo”.

I RISTORANTI CONVENZIONATI – Come già accennato un centinaio sono le attività, di fascia medio-alta, che hanno deciso di aderire all’iniziativa proponendo una grande varietà di piatti tra cui scegliere. Ovviamente, come nel caso dei ristoranti ‘normali’, una volta ordinato e consumato il pasto si può recensire sia il servizio che il cibo.

LA FUNZIONE DEL CORRIERE -  “Per quanto riguarda i corrieri che effettueranno le consegne in bicicletta o in scooter", fa sapere Tursisi tratta solo di professionisti che danno la propria disponibilità al progetto venendo così pagati direttamente dai ristoranti che decidono di servire. In questo modo Uber si limita a fornire la piattaforma per mettere in contatto la domanda con l’offerta.

MA PERCHE’ SI E’ ARRIVATI AD UNA SOLUZIONE DI QUESTO TIPO? – La risposta a questa domanda l’ha data sempre il General Manager Carlo Tursi affermando ai microfoni di Wired che “Le nostre abitudini della nostro società stanno cambiando, anzi, sono già cambiate. L’offerta di cibo, in particolar modo quello di qualità, sta aumentando, le pause pranzo sono sempre più brevi. Oppure una volta a casa dopo il lavoro non si ha più voglia di mettersi in cucina, ma nemmeno di rivestirsi e uscire al ristorante a mangiare. Per questo i servizi di food delivery stanno diventando sempre più importanti".

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