Serie A, Fiorentina corsara a Bergamo

Roma vince dopo il Totti-gate

pubblicato il 22/02/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Francesco Totti, il campione rinnegato della Roma

Niente da fare per Zamparini.

Neanche il ritorno di Iachini giova al Palermo, che ora, senza più “cuscinetti” davanti alla Sampdoria e a portata di aggancio da parte del Frosinone, vede nero, nerissimo nel suo futuro. La Roma, invece, si riprende il quarto posto, a 52 punti: senza Totti, e non è una novità visto che il fantasista da tempo non compare più nella formazione dei titolari; però a questo punto ciò che interessa accertare è se da oggi in poi sarà più corretto dire “senza mai più Totti”. Stavolta, infatti, e cioè per la partita delle 20.45 contro il Palermo, che all’Olimpico ha concluso la tranche domenicale della XXVI giornata di serie A, Totti non è stato neppure inserito nell’elenco dei convocati.

Un vero e proprio affronto che l’idolo giallorosso, intenzionato a giocare almeno fino alla fine di questa stagione (quando ormai avrà compiuto 40 anni), non ha per niente digerito. Spalletti ha fatto… spallucce, forte delle garanzie che gli dà un ritrovato gruppo (le cui dinamiche e i cui equilibri, lo ripetiamo, da tempo non contemplavano più l’impiego a tempo pieno del campione), e, nell’attesa di una settimana in cui di sicuro fioccheranno polemiche e retroscena nei vari talk-show, si gode una cinquina scintillante sotto le stelle. Doppio Dzeko al 30’ e all’89’, Keita al 52’  e poi Salah-bis, al 60’ e al 62’: e, se l’appetito per i Lupi giallorossi vien mangiando, sulla loro strada non c’è niente di più appropriato che trovare… una Fiorentina.   

Domenica pomeriggio da rimontisti, quella del VII turno di ritorno. Rimontisti  vittoriosi e rimontisti falliti naturalmente, come sempre nella vita e nello sport. Tra i primi mettiamo il Sassuolo, che torna alla vittoria in casa dopo aver dovuto inseguire il pareggio, e il Genoa, che si prende la soddisfazione di abbandonare i cugini sampdoriani al loro destino di quart’ultimi battendo di rimonta, appunto, l’Udinese al “Ferraris”. Ad emblematizzare la seconda categoria c’è invece l’Atalanta, giunta a un passo, sul proprio terreno, dall’acciuffare il pareggio nel confronto con la Fiorentina: però non c'è riuscita.

La vittoria degli uomini di Gasperini, inutile dirlo, è importantissima nella definizione degli assetti della zona-salvezza. Non solo, infatti, i rossoblù di casa, in virtù del loro 2-1, si portano a 28 punti e quindi ad un passo dall’Atalanta e a soli tre gradini dal Chievo, ma contemporaneamente risucchiano proprio i friulani  in mezzo alle tempeste della lotta per la sopravvivenza. Colantuono torna in bilico, eppure la sua Udinese era andata al riposo con un gol di vantaggio, messo a segno da Adnan al 33’; e aveva continuato a condurre la gara fino al 57’, minuto in cui, per sua fortuna, il Genoa ha trovato un provvidenziale rigore non sprecato da Cerci. Il pari aveva un potere lubrificante per i grifoni che,  scrollatisi di dosso impicci e impacci, cambiavano finalmente le marce e in capo a tredici minuti, trovano il raddoppio con Laxalt (minuto 70). Al 90’ un altro rigore, stavolta per gli ospiti, avrebbe potuto nuovamente riequilibrare il risultato: ma a tradire dal dischetto è colui che non ti aspetti, Di Natale, e così i bianconeri devono rassegnarsi a scivolare proprio alle spalle del Genoa, a 27 punti.

Altrettanto importante, ma in chiave Champions League, è la vittoria esterna della Fiorentina sul campo dell’Atalanta. Per i viola, terzi in classifica, quelli colti allo stadio “Atleti azzurri d’Italia” sono tre punti (in tutto sono 52, ora) che garantiscono un margine minimo di sicurezza sulle due inseguitrici, Roma e Inter. Partita scoppiettante, con cinque gol, segnati tutti nella ripresa: Mati Fernandez al 67’ apre le marcature per la Fiorentina, che raddoppia all’83’ con Tello. Un minuto dopo Conti dimezza per gli orobici, ma l’illusione di acciuffare il pari svanisce con il tris viola, messo a segno da Kalinic all’88’. Tuttavia, al 91’, il punteggio torna nuovamente in bilico, per effetto del secondo gol atalantino, che porta la firma di Pinilla. Stavolta, però, a tagliare le gambe alla reazione della truppa di Reja non è un altro gol ospite, ma un’espulsione nelle file nerazzurre: non passano sessanta secondi dalla rete dell’attaccante cileno, infatti, che il primo marcatore cenomane, Andrea Conti, viene espulso. E in dieci l’Atalanta si perde (e perde).

Finisce 0-0 la sfida tra Torino e Carpi nella tana dei granata, anche se bisogna dire che al Maxi Lopez,al 72’, sbaglia un rigore per i padroni di casa. Con identico punteggio finisce al “Matusa” il derby delle 18.00 tra Fiorentina e Lazio. Occasione persa per i ciociari, che con un solo golletto avrebbero potuto agganciare la Sampdoria. Il Carpi invece guadagna un punto sul Verona, ma praticamente non serve a niente.

Torna a vincere al “Mapei Stadium” il Sassuolo, e in quello che potremmo chiamare il derby delle squadre rivelazione. Vittima dei neroverdi è infatti l’Empoli, che, forte di una cintura di sicurezza costituita dal buon bottino di punti accumulati nella prima fase della stagione, può continuare senza drammi (e psicodrammi) la sua fase di “rilassamento”. Però non si può dire che gli uomini di Giampaolo non abbiano almeno provato a battagliare: approfittando del fatto che il Sassuolo era rimasto in dieci per l’espulsione di Missiroli al 32’, tre minuti dopo i toscani passano infatti in vantaggio con Zielinski. Chi di espulsione ferisce di espulsione perisce, perché si dà il caso che di lì a poco, al 39’, anche i biancazzurri restino in dieci, per un rosso a Tonelli. Ed è il preludio del pareggio dei locali, che arriva due minuti dopo con Berardi. Si va al riposo sull'1-1, e poi nella ripresa un uno-due micidiale di Defrel, al 48’ e al 50’, mette al tappeto gli ospiti, a cui non resta che dare a Maccarone, al 70’, la possibilità di mettere a segno un gol della bandiera che, se è firmato da lui, è sempre un gol di prestigio.              

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