Serie A, il punto a bocce ferme

E intanto la nazionale dice addio a Conte

pubblicato il 25/03/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Antonio Conte, ct della Nazionale

L’uovo e la colomba.

A otto giornate dalla fine, il campionato di serie A si ferma in occasione delle festività di Pasqua. E ci ridà appuntamento al 2-3 aprile lasciandoci meditare, nel frattempo, su un dualismo che può essere facilmente ricondotto nei termini della simbologia pasquale.

L’uovo è la Juventus, la squadra tutta sorprese che, dopo aver arrancato nella prima parte del torneo, è tornata ad essere la protagonista di sempre: e la vittoria extralarge con cui si è assicurata il superderby della Mole nell’ultima giornata disputatasi, la XXX (la storia della stracittadina, però, come dice Ventura, sarebbe stata diversa se al Torino fosse stato convalidato il 2-2), è l’ennesima riprova che, per la concorrenza, è sempre meglio non lasciare il primo posto in classifica ai bianconeri, qualunque possa esserne il motivo.

La colomba è il Napoli, il team che unisce la potenza di un attacco atomico guidato da Higuain ai toni morbidi, concilianti – ma tutt’altro che arrendevoli, vedi Mancinigate – di Sarri. Al 4-1 esagerato rifilato dalla Juve ai cugini granata hanno risposto i partenopei con un punteggio un pelino meno netto: 3-1 al “San Paolo” contro il Genoa sempre-meno-pericolante, e passato in vantaggio al 10’. I punti di distanza tra sabaudi e partenopei restano sempre i soliti tre, sono 70 quelli degli uomini di Allegri, 67 quelli dei sarriani: chi molla per primo, ormai lo sappiamo, è perduto, e per giunta potrebbe cadere nelle fauci della Roma, pronta a riprendersi dopo il mezzo stop interno contro l’Inter.

Per registrare altri risultati rilevanti, visto che non è successo nulla di particolarmente significativo in tutta l’Eurozona, bisogna spostarsi direttamente in zona-salvezza. Qui troviamo la fondamentale vittoria del Carpi a Verona: il 2-1 ottenuto grazie ai gol di Di Gaudio e Lasagna, oltre a far avvicinare sempre di più gli scaligeri alla B, consente ai menottiani di agganciare il Palermo al terz’ultimo posto in classifica, a 28 punti, e di mettersi alle spalle il Frosinone, che in casa ha diviso la posta con la Fiorentina.

Altra vittoria importante è quella interna dell’Atalanta contro il Bologna (2-0): con questo acuto i bergamaschi, che erano a secco di vittorie da quattordici giornate, si portano a 33 punti e scavalcano la Sampdoria, che invece è tornata a perdere e per di più in casa: al “Ferraris”, infatti, i blucerchiati hanno ceduto al Chievo, cinico e pasticcione  ad un tempo, ma in sostanza tranquillo, al contrario dei padroni di casa.

Passati in vantaggio al 24’ con l’unica punta Meggiorini, che in precedenza aveva già sprecato due occasioni da gol, i clivensi, solo quattro minuti più tardi, buttano alle ortiche la più ghiotta possibilità di chiudere la gara anzitempo: dal dischetto, infatti, Birsa, anziché fare 2-0 si lascia ipnotizzare da Viviano,  che poi, a cavallo tra primo e secondo tempo, compie altre due parate-miracolo, su Birsa al 33’ e Meggiorini al 58’. Dove non arriva lui ci pensa la traversa, che al 49’ si oppone ad un tiro insidiosissimo di De Silvestri.

Capitolo-Nazionale: gli azzurri hanno giocato ieri sera in amichevole, a Udine, contro la Spagna. Il conto alla rovescia in vista degli Europei si incrocia con quello verso l’addio del ct Conte, già “promessosi” al Chelsea (e non solo sulla parola). Come da tradizione, in amichevole l’Italia delude quando ha a che fare con avversari di levatura medio-bassa. Non era il caso dI quest'ultimo match, contro la corazzata iberica campione continentale in carica.

Difatti è stata una gara piacevole, magari non proprio spettacolare ma sicuramente bella da seguire. Conclusasi con un gol per parte, un botta-e-risposta nella ripresa nel giro di tre soli minuti:  segna il partenopeo Insigne al 68’ su assist di Giaccherini, punto di forza del Bologna di Donadoni; centottanta secondi dopo un colpo di testa dello juventino Morata (bello di notte non solo con la maglia bianconera) impegna Buffon che respinge ma non trattiene, sicché sul pallone è lesto ad avventarsi l’esperto Aduriz, attaccante dell’Atletico Bilbao, e a fare 1-1. In realtà sarebbe stato tutto da ripetere, perché Morata era in fuorigioco.  Una constatazione che lascia il tempo che trova, ma che quantomeno consente al portiere-leggenda azzurro di sentirsi un po’ meno colpevole.

Martedì prossimo si replica con la Germania, per un’altra amichevole di lusso.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password