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Lega Pro, nelle vette c’è già odore di B

Si confermano tutte le squadre al comando

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Per chi suonano a festa le campane di Pasqua, laggiù in quel campionato-Paese che è la Lega Pro?

A dispetto di quel motto che vuole anti-tradizionalista il carattere della festa dedicata alla Resurrezione di Cristo, così da contrapporsi al Natale, in realtà tra colombe e uova a festeggiare sono le solite note. Cioè le solite capoliste, sempre più capoliste, e le solite seconde, che si mantengono saldamente tali.

Il XXVIII turno (ricordiamo che adesso mancano solo sei giornate alla fine), giocato il mercoledì della settimana pasquale (23 marzo), non ha fatto altro che intonare l’ennesimo peana in onore di Cittadella, Spal e Benevento. Tre marziani, anzi forse due marziani e mezzo: il Benevento nel girone C è certamente una squadra forte, e lo dimostrano i quattro punti di distacco sulla sua inseguitrice; ma forse è un po’ meno extraterrestre della Spal, con i suoi nove punti di vantaggio sulla seconda, e soprattutto del Cittadella, che, dalla ripresa del campionato, a gennaio, ha fatto anche meglio della corazzata estense ed ora si trova ben tredici punti sopra la vicecapolista.

Un’enormità, che significa una sola cosa: ai patavini mancano solo sei punti – cioè il bottino di due vittorie di fila – per brindare matematicamente alla cadetteria (un ritorno-lampo per gli uomini di Venturato). Agli spallini, invece, allo stato attuale ne mancherebbero una decina abbondante, ragion per cui  gli uomini di Semplici dovranno impegnarsi con la massima concentrazione per almeno altre tre-quattro giornate. Quanto al Benevento, poi, di concentrazione (e di pazienza) deve ancora averne parecchia, perché, se neppure la Spal può ancora permettersi di non temere il Pisa, figuriamoci se i sanniti di Auteri possono ignorare il Lecce tallonatore di Braglia.

Andiamo per ordine.  Nel girone A il Cittadella non fa prigionieri neppure in quel di Mantova (1-0) mentre sia il Bassano che il Pordenone devono fare i conti con un pre-Pasqua in tono decisamente negativo: per i veneti è stata una Caporetto nella gara interna col Pavia (4-1 per i longobardi), mentre i friulani hanno perso di misura sul campo  dell’Alessandria, che può così riaffacciarsi nelle alte sfere. Questa la situazione ad alta quota: Cittadella 65 punti; Bassano 52; Pordenone 50; Alessandria 49. In coda la Pro Patria è praticamente a -6 dall’abisso.

Girone B. Qui la squadra egemone continua a marciare ma gli inseguitori tengono botta. Mentre, infatti, la Spal piega agevolmente il Savona al “Mazza” (4-0 il passivo rifilato ai malcapitati liguri), il Pisa va a cogliere un non inutile punto a Siena e la Maceratese batte senza strafare il Prato in casa. Spal 61, Pisa 53Maceratese 52 punti. I marchigiani sono tornati seriamente a competere per il secondo posto, e per di più (ulteriore motivo di gioia) con le spalle coperte: adesso il loro vantaggio sui quarti di classifica, i corregionali dell’Ancona, è salito da 3 a 6 lunghezze, complice anche la sconfitta dei biancorossi di Cornacchini sul campo del Tuttocuoio.

E veniamo, infine, al girone C. Qui le squadre in alto – quelle che hanno giocato, almeno - hanno vinto tutte: al Benevento espugnatore di Castellammare di Stabia ed ora a quota 56 punti hanno risposto infatti tanto la Casertana (con uno sfavillante poker inflitto all’Akragas entro le mura del “Pinto) quanto il Foggia, che fa suo, di slancio, il derby col Monopoli all’ombra della cattedrale della Madonna della Madia. Borbonici e dauni ancora a braccetto ad occupare terzo e quarto posto, a 50 punti. Mancano all’appello il Cosenza e il Lecce, che s’incroceranno domani in terra bruzia per dar vita ad un appassionante scontro di vertice. Ed è inutile dire che nessuna delle due  - i salentini che restano secondi a 52 punti, e i rossoblù quinti a 48 - può permettersi di giocare per due risultati su tre. Nei bassifondi della classifica, la buona notizia per la Lupa Castelli Romani è che l’agonia finirà presto. Molto presto.  

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