Posticipi serie A, botta-e-risposta Champions

Vince la Roma, replica il Napoli

pubblicato il 03/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Quando non c’è di mezzo la Juventus ammazza-concorrenza la corsa resta viva.

Fino all’ultimo. E così, la corsa per la Champions League, più precisamente per determinare chi in Champions League andrà direttamente e chi invece dovrà passare dal turno preliminare, continuerà, con protagonisti del calibro di Napoli e Roma, a far trepidare i cuori ancora per tutti gli altri 180 minuti rimanenti del torneo. I posticipi del lunedì relativi alla XXXVI giornata di serie A – gli ultimi posticipi della stagione – hanno detto che nulla è cambiato: il distacco tra partenopei e capitolini resta sempre di due punti. Ha vinto il Napoli, al “San Paolo”, in modo non devastante ma comunque agevole contro l’Atalanta, così da portarsi a 76 punti; e ha vinto la Roma a Genova, con molta più fatica, certo, ma ciò che contava, in fondo, era intascare quella benedetta quota 74 punti. Fatto.

Dunque, il Napoli resta secondo. La sua vittoria sui bergamaschi di Reja è nel segno di Gonzalo Higuain, l’asso nella manica messo fuori gioco da una squalifica proprio nel momento culminante della rincorsa alla Juventus. Inutile dire che, a questo punto, potrebbe essere lui l’uomo-Champions fondamentale, proprio come – bisogna puntualizzarlo – avrebbe potuto essere l’uomo-scudetto, se gli fosse stata data la possibilità di esserci nel lasso di campionato decisivo. La sua doppietta, al 10’ e al 77’, grida la voglia della squadra azzurra di non essere disarcionata da quel ruolo (ormai comunque platonico) di anti-Juve che ha ben meritato nel corso della stagione.

Agli orobici non resta che adeguarsi al furore partenopeo: tale e tanta è la voglia dei sarriani di spaccare il mondo che quando, all’85’, il centrocampista svizzero Freuler ha sul piede la palla del 2-1, ci si mette di mezzo Albiol, che preferisce far capitolare di proprio pugno (sarebbe meglio dire di proprio petto) il suo portiere piuttosto che concedere agli avversari l’onore del gol della bandiera.

Nell’altra partita della giornata, quella delle 19.00 al “Ferraris” tra Genoa e Roma, è stata una vera e propria altalena di emozioni. Alla fine ha vinto la brama- Champions della Roma, ma i rossoblù di Gasperini, che fanno dell’ormai raggiunta serenità la propria arma letale, hanno complicato la vita e non poco  ai piani dei giallorossi. I quali erano passati in vantaggio in modo fulmineo con il loro regista egiziano, Salah, il primo faraone della dinastia trigoriana: non erano passati sei minuti dal fischio d’inizio. Poi, naturalmente, come abbiamo visto spesso nella storia di questo campionato, non serve essere squadre di Zeman per soccombere sotto il peso della responsabilità di difendere un patrimonio troppo presto acquisito: è successo anche alla spallettiana che, esattamente al 13’, ha dovuto subire il pareggio dei padroni di casa col centrocampista greco Tachtsidis (un ex).

E il risultato di parità si mantiene inalterato per parecchio tempo, fino a quando, ormai nel cuore della ripresa, al 65’, Pavoletti sfrutta un cross di Rincon e segna di punta anticipando il difensore romanista Rudiger. Poi arriva il momento ormai immancabile di Totti, che, entrato in campo dal 60’, ci tiene a non perdere occasione per metterci la firma e al 77’ si inventa la punizione del 2-2. Al Genoa potrebbe anche bastare, ma non alla Roma, che dieci minuti dopo il pari tottiano trova il gol del definitivo vantaggio con il secondo faraone trigorianoEl Shaarawy, magistralmente servito da un altro neo-entrato, Dzeko.  I capitolini, dunque, aprono e chiudono con un monumento faraonico: ma il loro obiettivo, chiaramente, non è la Valle di Giza, bensì confermarsi nell’Europa di serie A.   

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