Giro d’Italia, tappa a Kittel

Dumoulin sempre maglia rosa

pubblicato il 07/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Marcel Kittel ai tempi della militanza in Giant

Sul  tetto del Giro d’Italia, col colore rosa del potere assoluto, si issa ancora una bicicletta Giant (Alpecin).

Che, qualora nessuno lo avesse ancora adeguatamente considerato, in inglese significa anche “gigante”. Nemo propheta in patria, dicevano i saggi latini: ma aliqui gigas in patria, potremmo aggiungere nel nostro caso. 

Si corre ancora in terra d’Olanda e il “gigante”, da queste parti,  è sempre lui: l'olandese Tom Dumoulin. La sua egemonia è tutt’altro che incontrastata (esattamente come ieri, ha appena un centesimo di secondo vantaggio sul suo più immediato inseguitore  in classifica), ma, ci si può scommettere, quello che gli sta più a cuore è certamente la possibilità di fare l’en plein in rosa sul suo suolo natio. E poi, sarà quel che sarà…

Il vicecapolista della classifica generale è sempre Roglic della Lotto NL ma balza prepotentemente in terza posizione, ad un secondo di distacco dalla maglia rosa, il vincitore della seconda tappa della corsa, la Arnhem-Nimega di 190 km, che poi è la prima in linea di questa edizione: si tratta del velocista tedesco Marcel Kittel, in forza alla Etixx-Quick Stepp (ma con un recente passato in Giant-Alpecin, va ricordato). Il corridore è giunto alla sua terza vittoria assoluta nella corsa rosa, ma, esattamente come le due volte precedenti, ha trionfato lontano dal paese che di questa competizione dovrebbe essere lo scenario più legittimo: due anni fa, infatti, in due tappe consecutive aveva vinto in volata prima a Belfast e poi a Dublino.

E ora, nella città più antica d’Olanda, all’ombra del Palazzo di Carlo Magno e dell’ex convento di Marienburg, ha ottenuto il meritato tris, sempre bruciando sul tempo gli avversari negli ultimissimi chilometri.  E sì, perché riassorbita la fuga del primo fuggitivo di stagione, il povero e illuso Giacomo Berlato della Nippo-Vini Fantini, in testa praticamente fino a dieci chilometri dalla conclusione (però dapprincipio faceva parte di un terzetto con Fraile e Tjallingii della Lotto NL), sembrava proprio che il traguardo se lo dovessero disputare il vincitore della ultima Milano-Sanremo, Arnaud Démare della Fdj e il veneto Sacha Modolo della Lampre-Merida. Ma alla fine sono arrivati rispettivamente secondo e terzo alle spalle di slavina-Kittel, sgusciato a -250 m dalla meta come un orso inseguito da una colonia di api. E, come nel più classico dei copioni di questo genere, tra i primi dieci dell'ordine d'arrivo non c'è traccia dei fuggitivi che hanno scritto la storia di almeno metà tappa.

Detto dunque della maglia  rosa, che resta (non però così saldamente) sulle spalle di Dumoulin, diamo uno sguardo alle altre maglie: la prima maglia azzurra è stata vestita dallo spagnolo Omar Fraile della Dimension Data, che ha conquistato il primo Gran Premio della montagna di questo giro, a Berg En Da (96 m slm); Kittel ha invece soffiato a Roglic la maglia rossa, mentre  uno dei "giganti rivali" della Alpecin, Ludviggson della Giant-Shimano, mantiene quella bianca.

Domani carovana ancora in scena lungo le strade d’Olanda, per la riproposizione della tappa di oggi ma al contrario (da Nimega ad Arnhem, stesso chilometraggio) . Poi riposo e il (legittimo) ritorno in Italia.

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