Giro d’Italia, doppietta Kittel

Per il tedesco terribile tappa e maglia

pubblicato il 09/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Giro d'Italia - E' sempre più Kittel

Il ciclista del trionfo palindromo.

Che si corra da Arnhem verso Nimega o da Nimega verso Arnhem, in entrambi i sensi il nome del vincitore si legge sempre allo stesso modo: Marcel Kittel. E così, il Giro d’Italia si congeda dal paese dei tulipani per tornare a più tradizionali lidi nel segno del tedesco della Etixx-Quick Stepp: che vince la tappa, la sua seconda consecutiva (conterà però considerare che era la stessa dell'altro ieri ma a percorso inverso?) E, "Entschuldigen Sie, Herr Dumoulin" ("scusi, sig. Dumoulin"), si prende anche la maglia rosa. Con 9 secondi di vantaggio sull’olandesone.

Dunque la tappa di ieri quasi un doppione di quella dell'altro ieri, e praticamente con lo stesso copione (e gli stessi chilometri, 190). Fuga per quattro ad opera di  Berlato (Nippo-Vini Fantini), Tjallingii (LottoNL-Jumbo), Van Zyl (Dimension Data) e Amezqueta (Wilier-Southeast), fino a 15 chilometri dal traguardo.

Poi, mentre, durante l’attraversamento di una rotonda, nelle retrovie si registravano le prime cadute di questa edizione (per fortuna non di grave entità, tranne che per Peraud dell’Ag2r, costretto a lasciare la corsa per salire a bordo di un’ambulanza), è scattato in solitaria il sudafricano Van Zyl, raggiunto dal gruppone spezza-sogni solo a 1,7 chilometri dall’arrivo (ricordiamo che dal  chilometro 28 la corsa era entrata nella sua fase conclusiva, cioè dentro il circuito cittadino di Arnhem, da percorrere due volte).

E a quel punto sono entrati in gioco i grossi calibri: nella volata dei velocisti più rapaci (e voraci), c’erano anche, e di questo non possiamo che essere orgogliosi, anche due italiani, Viviani (Sky) e Nizzolo (Trek), segno che l’aria dell’italo pedale si avvicina (oggi si riposa, domani si riparte dalla bimediterranea Calabria, più precisamente da Catanzaro); ma se alle loro spalle c’è il falco di Arnstadt non c’è storia. Primo Kittel, secondo  Viviani, terzo Nizzolo: questo il podio finale.

E udite udite, Kittel  aggiunge a tutto ciò anche il mantenimento della vetta della classifica a punti, e quindi della maglia rossa. In bianco resta sempre Ludviggson della Giant-Shimano mentte la maglia azzurra cambia padrone: da Fraire (Dimension Data) a Tjallingii: stare all’avanguardia per due tappe consecutive (e vincere il gpm di Posbank) qualcosa ha fruttato.

 

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