Serie A, Frosinone precipita in B

Napoli sempre secondo

pubblicato il 09/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Politano (Sassuolo) - Condanna il Frosinone al ritorno in B

Ė durata solo un campionato la prima, storica esperienza del Frosinone in serie A.

Ma al termine di un torneo giocato con animo garibaldino, e non privo di tappe esaltanti, Stellone e i suoi ragazzi tornano da dove erano venuti: la Caporetto dei ciociari è stata proprio il loro campo amico, il “Matusa”, dove, sotto gli occhi degli aficionados che non hanno comunque esitato a salutarli da eroi al triplice fischio finale, essi hanno dovuto soccombere ad un Sassuolo tornato prepotentemente in quota Europa League a 58 punti (a spese del Milan naturalmente, che è tornato a sopravanzare di una lunghezza).

A decidere la gara, importante sia per l’Eurozona che per la zona retrocessione, il gol dell’attaccante Politano a cinque minuti dal 90’. Quello maturato in terra volsca è il secondo dei grandi verdetti-salvezza del pomeriggio della XXXVII giornata di serie A: l’altro è quello di Modena, stadio “Braglia”, dove la Lazio, arrivata al fischio finale con 9 uomini  (espulsi Biglia all’85’ e Djordjevic al 90’) ha battuto per 3-1 il Carpi (capace di sciupare con Mbakogu la bellezza di due calci di rigore, al 12’ e al 41’) e si è praticamente erta ad arbitra della lotta per la permanenza. Dal suo successo corsaro, giunto grazie ai gol di Bisevac al 23’, Candreva al 33’ e Klose al 73’, è conseguito infatti uno snellimento decisivo della mischia nei bassifondi: adesso a fare la corsa contro il tempo per evitare la stessa sorte di Verona e Frosinone sono rimasti il Palermo, che ha conquistato un punto d’oro a Firenze pareggiando senza reti,  e, appunto, i menottiani, rimasti a 35 punti, e quindi appena uno sotto i rosanero di Ballardini.

Tutte le altre squadre, invece, sono matematicamente libere: lo sono, rispettivamente a 4239 punti , l’Atalanta e l’Udinese, che in terra bergamasca hanno pareggiato per 1-1 (al gol ospite di Zapata al 10’ hanno risposto gli orobici su rigore nove minuti dopo con Bellini, bandiera cenomane che abbandonerà il calcio al termine della stagione); e lo sono anche Sampdoria e Genoa, affrontatesi nel derby dei cugini poveri già noto in tempi di vacche più grasse come derby della Lanterna: per la cronaca la gara ha arriso ai Grifoni, in gol con Pavoletti al 3’ e poi con un doppio Suso al 27’ e al 74’. Così i rossoblù di Gasperini si piazzano a 46 punti, una lunghezza sopra il Torino, i blucerchiati, invece, a 40, sono un punto sopra l'Udinese.

Nelle partite di prima serata il Napoli espugna Torino, e si mantiene secondo a quota 79, mentre il Verona, già retrocesso da qualche settimana, ottiene una platonica vittoria di prestigio contro la Juventus già campione d’Italia: su entrambi i campi il risultato finale è 2-1. I partenopei costruiscono la vittoria nel primo tempo,  con i gol di Higuain al 12’ e Callejon al 20’; per i granata padroni di casa dimezzerà Bruno Peres al 66’. Al “Bentegodi”, invece, per gli scaligeri sblocca al 40' su rigore Luca Toni, altro campione vicino al passo d’addio,  e poi raddoppia Viviani al 55’. La Juve per una volta non fa la Juve e si contenta di accorciare con Dybala al 94’ dagli undici metri.

Ma prima di tutte le vicende che abbiamo riepilogato, nella partita di mezzogiorno e mezzo la Roma aveva agevolmente regolato il Chievo all’ “Olimpico”: 3-0 il risultato per i giallorossi, con reti di Nainggolan al 18’, Rudiger al 39’ e Pjanic all’85’. Sul terzo gol, quello del centrocampista bosniaco, c’è la magistrale regia del solito capitan Totti, entrato appena un minuto prima per timbrare la sua seicentesima presenza in serie A, ovviamente con la maglia della Roma. Non più minacciabile dall’Inter, la Lupa è ancora una minaccia per il Napoli e per la qualificazione diretta dei partenopei in Champions League: decideranno, dunque, gli ultimi 90 minuti se gli uomini di Spalletti potranno brindare per un terzo posto, e per una Champions dalla porta di servizio, strappati alla concorrenza con foga prepotente e autoritaria; o, meglio, ancora, se potranno farlo per un secondo posto usurpato ad una corazzata dai piedi d’argilla. Comunque vada a finire, sarà stata un’impresa da sorella minore della Juve.

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