Serie A, il Palermo si salva

Carpi raggiunge Frosinone e Verona in B

pubblicato il 18/05/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Davide Ballardini, eroe di Palermo

Per metà dispiaciuto e per metà, forse, contento.

Ė come continuiamo a immaginarci il presidente della Lazio, Claudio Lotito, al termine della tranche domenicale della XXXVIII giornata di serie A, che ha concluso anche il campionato 2015-16. Dispiaciuto perché la sua Lazio ha perso all’ “Olimpico” e, nonostante le buone promesse della gestione tecnica delle ultime settimane, quella di Simone Inzaghi, non è riuscita a schiodarsi da un anonimo posto a centro-classifica. Però nello stesso tempo un po’ contento perché, ad un anno esatto dal loro sbarco nell’Olimpo del calcio nazionale, ha visto tornare da dove erano venute, una dopo l’altra, quelle pericolose “zavorre” che, a suo dire, a causa del loro scarso peso economico, non avrebbero portato nulla di utile ai bilanci della serie A.

Una settimana dopo il Frosinone, infatti, torna in B anche il Carpi: si tratta rispettivamente della seconda e della prima classificata del campionato cadetto dell’anno scorso. Delle promosse del 2014-15 l’unica squadra superstite è dunque quella del Bologna, nobile decaduta all’ennesima rinascita (ma che aveva iniziato il campionato malissimo, come si ricorderà). In A resta dunque il Palermo, e la sua vittoria è anche e soprattutto  quella di Ballardini, l’unico degli allenatori succedutisi quest’anno alla corte di Zamparini ad essere riuscito a risorgere dal tritacarne del presidente. Vincere col Verona, in casa, non era impresa proibitivissima, ma è stata partita vera, vibrante, e gli scaligeri, da retrocessi senza più nulla da perdere, non hanno regalato nulla. Anzi, ai palermitani hanno addirittura inflitto due gol. Quello di Viviani, al 48’, che riequilibrava la marcatura panormita siglata da Vazquez al 27’; e poi quello di Pisano all’84’, a minare le sicurezze per un vantaggio che sembrava consolidato, per i padroni di casa, grazie alle reti dei veterani Maresca al 50’ e Gilardino al 64’.

Impresa molto più difficile era quella dei menottiani, vincere alla “Dacia Arena” di Udine: eppure compierla, e bene, non è bastato loro per realizzare il miracolo. Uno-due di Verdi, al 36’ e al 38’. Per la squadra di Castori sembrava fosse suonata la marcia dell’Aida, ma in realtà era il Falstaff: che giungeva all’ultima scena al 79’, col gol friulano di Di Natale (probabilmente l’ultimo della sua carriera, se deciderà di ritirarsi) che è sembrato dicesse che “tutto nel mondo è burla” (e soprattutto beffa).   

Una buona notizia per il Milan: non verrà agganciato dalla Lazio, sconfitta in casa, come detto, e con passivo pesante, nella gara serale con la Fiorentina.  Per gli uomini di Inzaghi jr., dunque, davvero il modo peggiore per chiudere il campionato davanti al proprio pubblico: i viola di Sousa salgono a 64 punti rifilando quattro reti ai biancazzurri, che comunque cadono in piedi lasciando traccia di sé, sul tabellino, con un doppio gol della bandiera. Per la verità, il gol di Lulic era quello che aveva aperto le marcature della serata, dopo soli due minuti, e aveva fatto illudere i tifosi laziali; poi, però, dopo la valanga medicea con Vecino al 31’ e al 70’, Bernardeschi al 40’ e Tello al 45’, alla Lazio non è rimasto che dare a Klose la possibilità di scrivere nel modo più degno il suo biglietto di arrivederci all’Italia e ai supporters delle aquile: il gol-congedo del cannoniere tedesco è arrivato al 74’

Tutte ininfluenti per la classifica, invece, le partite del pomeriggio. Al “Bentegodi”  Chievo e Bologna si congedano dai loro tifosi pareggiando per 0-0. Frattanto, l’Atalanta s’imponeva al “Ferraris” sui padroni di casa del Genoa e l’Empoli regalava un’ultima gioia ai suoi supporters  regolando il Torino al “Castellani”: sia i bergamaschi che i toscani hanno vinto per 2-1. A sospingere l’Atalanta a 45 punti, e quindi a chiudere il campionato a pari quota col Torino, sono stati i gol di D’Alessandro al 53’ e di Kurtic all’83’. Gli uomini di Gasperini erano riusciti a mettere una pezza all’1-0 orobico con Pavoletti al 58’, ma poi non hanno saputo ripetersi dopo il gol dello sloveno.  Tuttavia, per il suo piazzamento finale in classifica la squadra di Reja deve ringraziare anche l’Empoli, per aver battuto, con reti di Maccarone al 12’ e Zielinski al 54’, proprio i granata, a cui è bastato non chiudere l’ultima di campionato senza marcature: a far loro raggiungere questo obbiettivo è stato il nigeriano Obi, due minuti dopo la seconda rete biancoazzurra.

Ora si apre il futuro: e se Giampiero Ventura non si farà tentare dalle sirene della Nazionale, dovrà cercare di costruire per il prossimo anno un Toro capace di essere, nello stesso tempo, anche un efficace toreador

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