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Tour de France, tappa e maglia a Froome

Secondo Yates

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Tour de France, si cambia tutto.

Ieri, sabato 9 luglio, la seconda giornata del triduo pirenaico ha scritto un nuovo capitolo della translatio imperii della classifica generale: e così la maglia gialla è passata dalle spalle del belga della Bmc, Van Avermaeta quelle dell’inglese (in realtà anglo-keniota) Chris Froome, che riporta la Sky sul podio. E per Froome la conquista del simbolo tessile del primato è conseguenza della vittoria di tappa, l’ottava della Grande Boucle, da Pau a Bagnéres de Luchon, 184 chilometri.  

Questo l’andamento della corsa. La prima vera fuga scatta a poco più di 51 km dalla fine, e vede per protagonisti tre uomini: si tratta di Navarro (Cofidis), Dumoulin (Giant; toh chi si rivede) e Chérel (Ag2r). Essi, però, al km 64 sono ripresi da altri 10 corridori, che, subito dopo il traguardo volante di Esquieze Sere (vinto da Matthews della Orica-BikeExchange), si dimezza: al comando, infatti, restano Poels (Sky), Dumoulin (Giant), Navarro (Cofidis), Bennett (Bora) e Alaphilippe (Etixx-Quick Step) . Ma nello spazio di qualche chilometro dela vecchia cinquina a resistere resta solo Alaphilippe, già leader della classifica dei giovani. Gli altri quattro hanno facce nuove: quelle da Pinot (Fdj), Majka (Tinkoff), Jeannesson (Cofidis) e George Bennett (LottoNL). Poi Majka e Pinot provano a prendere il largo e riescono nel loro tentativo di fuga:   a loro si aggiunge quasi subito Tony Martin della Etixx-Quick Step.

Pinot si aggiudica il secondo gpm, quello del Tourmalet, poi lungo la discesa (a 86 km dall’arrivo) il terzetto torna per pochi minuti ad essere un duo, essendosi attardato Martin; ma è un’illusione, perché il tedesco, in capo a due chilometri, trova l’energia per tornare nuovamente al suo posto. Così alla salita d’Horquette d’Ancizan  sono ancora in tre a darsi battaglia, ed è di nuovo  vittoria per Pinot. Poi, da quel momento, inizia un’altra corsa, perché di lì a poco - mancavano 43 km alla fine - i tre battistrada vengono ripresi dagli inseguitori, staccatisi dal gruppo maglia gialla.

L’avventura di Majka, Pinot e Martin, dunque, finisce lì. Inizia – ma per poco – quella di una banda di “30 tiranni”, poi divenuti 25, trainata da maglie Sky. Ed è proprio lo Sky Poels ad aggiudicarsi il quarto gpm, il Col de Val Louron Azet: subito dietro di lui c’è il suo leader, Froome, ormai pronto a sferrare l’assalto decisivo. Il suo capolavoro è la salita del Col de Peyesourde, l’ultimo gpm di giornata: è lì che il secondo inglese più terribile del Tour (dopo Cavendish) getta i semi della sua vittoria e la consolida.

Poi, veloce come una folgore infuriata per non farsi più acchiappare: in primis da Adam Yates, il leader della classifica giovani (e quindi maglia bianca) sopravvissuto ieri ad uno strano incidente (un arco gonfiabile gli era caduto addosso): in effetti, se Froome non avesse vinto la tappa, sarebbe stato proprio il suo connazionale la nuova maglia gialla. Alla fine, invece, Yates arriva settimo sulla linea d’arrivo, anche se è sempre secondo in classifica generale, a 16’’ da Froome.

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