I campionati internazionali di "Spada Laser"

A Busto Arsizio i primi campionati internazionali di LudoSport

pubblicato il 29/11/2016 in Sport da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Non solo scherma, fioretto e sciabola, anche la spada laser batte bandiera tricolore. A 10 anni dalla sua nascita quasi per gioco in uno scantinato, dalla passione di Simone “Nemo” Spreafico, Gianluca Longo e Fabio Monticelli (nella “Cripta”) di Milano, domenica si sono svolti a Busto Arsizio, nel “tempio” della scherma al Museo del Tessile, i primi campionati internazionali di LudoSport, la scuola di combattimento con le spade più iconiche della storia del cinema, quelle di Star Wars.

Una due giorni che ha riunito i migliori atleti di tutt’Italia e dell’Europa, e che ha permesso a loro come a tanti altri appassionati di cimentarsi anche in stage di scherma olimpica, kenjutsu (l’arte della katana) e scherma medievale grazie alla collaborazione con le società sportive che in quel tempio hanno la loro sede, e di sfidarsi l’un con l’altro. Non è la coreografia a farla da padrona in casa LudoSport, a differenza di tante altre associazioni che si rifanno all’universo di Lucas, ma il combattimento vero e proprio, con gli stili dei guerrieri di Guerre Stellari (Shii-Cho, Makashi, Soresu, Ataru, Djem-So e, ancora allo studio, Niman e Vaapad) mutuati in versione sportiva e accademica dalle antiche arti di spada. Un'avventura, come detto, nata 10 anni fa a Milano e che oggi ha sedi in tutta Europa, in Russia e anche in America, precisamente a Boston e San Francisco. “One name, one sky”, il motto di LudoSport, che ha riunito con una passione migliaia di allievi, una sola famiglia che ogni settimana si allena e ad ogni appuntamento si sfida in pedana sotto la filosofia del Se.Cu.Ri: servizio, cura e rispetto. Servizio, per crescere insieme nella disciplina; cura, per combattere e vivere la passione senza il rischio di farsi male (il punto in combattimento è “al tocco”); rispetto per l’altro, che in uno sport sano non deve mai mancare.

Qui un'altra componente chiave del Light Saber Combat, la lealtà: non ci sono sistemi elettronici a segnalare il colpo andato a segno, e vista la rapidità e dinamicità degli scontri in un'arena circolare è fondamentale che siano i combattenti stessi a dichiarare quando si viene colpiti in un punto non vitale, dando quindi un vantaggio all'avversario, o in uno vitale e facendo quindi segnare punto alla propria controparte. Con questo spirito sabato si sono svolti i LudoSport Games per tutti gli iscritti e  domenica mattina si sono affrontati i 32 migliori atleti al mondo davanti ad altrettanti Jedi, Sith o aspiranti tali (lo si diviene solo dopo aver superato degli esami), uno dopo l'altro in combattimenti al cardiopalma. E al termine della due giorni è stato incoronato il miglior combattente al mondo, il giovane e già pluripremiato a livello nazionale Lorenzo Ferrario. Oltre a lui, il campione di stile Paolo Scalzulli e il primo allievo della scuola, il Magnifico Rettore Lorenzo Todaro.

Un clima e una filosofia che ha conquistato tutti, in primis il sindaco bustocco Emanuele Antonelli: “Quando mi è stato chiesto il patrocinio non conoscevo nulla di questa disciplina, in due giorni me ne sono innamorato. Per noi è una fortuna avere qui persone ed associazioni eccezionali, manifestazioni come questa sono un orgoglio per la città”. E come lui, il direttore dell’Agorà bustocca e supervisore dell'Agorà della Scherma Giancarlo Toran cha ha augurato agli spadaccini laser di “vivere un bello sviluppo e successo in futuro. Ora anche voi fate parte di questa grande tradizione schermistica” e Gaetano Felli, presidente dell’associazione Amici del Museo della Scherma (luogo unico che ha sede proprio nel Museo del Tessile): “Grazie. Ci avete dato un’energia che a noi forse in certi momenti manca, presi dall’agonismo”.

 

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