Il Poligono del Tiro a Segno di Firenze

Fucina di campioni come Niccolò Campriani si attendono nuove ristrutturazioni e porte aperte ai giovani

pubblicato il 31/12/2016 in Sport da Nicola Biagi
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Nicola Biagi

In occasione della consegna delle medaglie dell’anno 2016, cerimonia a cui presenziava il super campione Niccolò Campriani, atleti e istituzioni hanno raccontato la storia di questa struttura presente a Firenze dal 1859 che conta 2000 soci tra cui  anche i vigili della Polizia Municipale che vengono qua ad allenarsi . Il tiro a segno è un' esperienza sportiva, agonistica di assoluto rilievo anche nella sua parte non agonistica.

Il poligono è quindi l' associazione sportiva più antica della città e  ha passato varie vicissitudini nel corso degli anni.  Inizialmente si estendeva per tutto il territorio dove adesso sorge l' attuale scuola di guerra aerea dell' aeronautica militare italiana. Fino agli anni trenta dello scorso secolo arrivava fin li, poi dovendosi costruire la scuola di guerra aerea fu notevolmente ridimensionato e venne requisito tutto il terreno che prevedeva anche il tiro fino a 300 metri. Era una struttura molto diversa da oggi, in una planimetria di fine '800 inizio '900 si vede l' ingresso dove oggi c'è l' odierno tiro a volo, con un grande spazio aperto e tutte le linee di tiro visibili comprese quelle da 300 metri che arrivavano fino appunto all' attuale scuola di guerra aerea.

Uno dei soci e atleti, Francesco Traina, spiega che la  limitazione di oggi sta nel fatto che essendo il poligono di Firenze sopra un territorio comunale e non di demanio militare è vincolato al comune di e per questo dai primi anni 50 nell' immediato dopo guerra ad oggi non è cambiato assolutamente niente. Oggi non ci sono più le linee da 300 metri, c'è però il poligono con le linee da 50 metri dove viene sparato con la carabina calibro 22 e la pistola libera, monocolpo che rientra nelle specialità olimpiche ed ha una notevole difficoltà.

Il futuro dal punto di vista espansionistico del poligono è bloccato per i motivi sopracitati, i  vari progetti si sono fermati, come quello di realizzare un poligono a 10 metri per l'aria compressa. Siamo molti tiratori anziani, con pochi giovani che però adesso all' aria compressa iniziano a fare anche competizioni con la pistola calibro 22 a fuoco, Noi anziani sicuramente non smettiamo di sparare, ma abbiamo bisogno di un ricambio di giovani. Speriamo che in futuro aumentino.

Obrist Ernfried Presidente della Unione Italiana di Tiro a Segno e Federazione Sportiva C.O.N.I spiega infatti che si può iniziare da giovanissimi a praticare questo sport: “Si inizia a 10 anni fini a 14 si spara con armi ad aria compressa sui 10 metri. All' inizio si sceglie su che arma usare, se corta ovvero la pistola o lunga la carabina. Poi dopo 14 anni si può passare alle armi da fuoco con distanze che vanno dai 25 a 50 metri e più. Il poligono  è scuola di vita se imparate a sparare sportivamente parlando, imparate molto per la vita perché nella vita ognuno deve porsi degli obbiettivi e cercare di raggiungerlo. Quando un atleta impugna un' arma sia da fuoco che ad aria compressa si pone come obbiettivo di prendere il bersaglio, quando lo prende vede il risultato e cerca sempre di far meglio per ottenere il massimo risultato, e così deve essere nella vita, in uno sport così c'è molto da divertirsi.Conclude Obrist

Riconosciuto come spazio unico anche dalle istituzioni fiorentine  l’assessore allo sport del comune di Firenze  Andrea Vannucci  ha dichiarato che il  futuro del tiro a segno alle Cascine è un futuro in linea con la storia che rappresenta, una storia d' eccellenza e di presenza sul territorio, e il comune sta ragionando e lavorando per eventualmente investire sulla struttura al fine di renderla più efficiente al passo coi tempi, salvaguardando però la forte identità storica di questo luogo.


 

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