F1 | GP Spagna 2021, analisi gara: Mercedes replica Ungheria 2019

Il doppio pit stop e la progressione cronometrica di Hamilton battono la Red Bull e Verstappen. Leclerc ottimo quarto, Ferrari avvicina McLaren nel mondiale costruttori

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 10/05/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Lewis Hamilton e Max Verstappen, i protagonisti della stagione (foto: F1 sito web ufficiale)

Lewis Hamilton mette la terza. La vittoria del gran premio della Spagna che si è disputato presso il Circuit de Barcelona-Catalunya è stata la terza della stagione, la quinta consecutiva sul tracciato spagnolo. Il britannico della Mercedes ha eguagliato Ayrton Senna come maggior numero di vittorie consecutive sulla medesima pista. Il brasiliano vinse consecutivamente il gran premio di Monaco dal 1989 al 1993. Per il pluri iridato si è trattato del trionfo numero novantotto della carriera, a breve potrebbe diventare il primo pilota nella storia della Formula Uno ad andare in tripla cifra come numero di successi in carriera, dopo essere stato il primo a farlo come numero di pole position.
Il campione del mondo in carica è stato autore di un buono spunto al via, ma nella progressione che portava verso la curva 1 Max Verstappen lo sorpreso sorpassandolo all’interno e prendendosi la leadership provvisoria della corsa. Da quel momento in poi è stata una gara di ritmo puro tra i due, dove la gestione dell’usura degli pneumatici e la strategia sono stati i due fattori chiave che hanno assunto sempre più importanza col passare delle tornate. La Red Bull ha mantenuto il ritmo della Mercedes fino al diciottesimo giro, successivamente il degrado degli pneumatici morbidi è stato più accentuato sulla vettura numero 33 di Milton Keynes rispetto alla monoposto numero 44 di Stoccarda.
Lewis, una volta che ha raggiunto Max, non ha avuto lo spunto necessario per passarlo sui rettilinei nonostante l’ausilio del DRS ma ormai era chiaro che ne avesse di più come ritmo sul giro e così la scuderia anglo-austriaca ha giocato d’anticipo effettuando il pit stop al 25° giro con l’olandese prima del rivale. Una volta rientrato in pista, Verstappen ha inanellato una serie di giri con mescola media nuova nettamente più veloci di Hamilton che, a quel punto, non poteva far altro che cercare di allungare il proprio lung run con le soft usurate per provare una strategia differente. L’inglese si è fermato tre giri dopo il rivale per effettuare la propria sosta, rientrando in pista staccato di circa sei secondi dalla RB16B del leader della gara.
Effettuare quaranta giri sulla mescola C2 sarebbe stato molto rischioso, date le probabilità di poter incappare in un crollo verticale della prestazioni nel finale di gara come è successo ad Alonso, e oltretutto il passo gara, seppur di poco migliore rispetto a Red Bull, non era abbastanza per puntare al successo e così il muretto Mercedes ha deciso di attuare il piano B. Seguendo la linea del doppio pit stop intrapresa dall’Aston Martin prima con Vettel poi con Stroll, il sette volte iridato è rientrato ai box al 42° per il secondo pit montando sempre gli pneumatici medi. Questa mossa ha messo sotto scacco la Red Bull, nello stesso modo di quanto successe al gran premio d’Ungheria 2019.
Il distacco con Verstappen di 22 secondi al 43° giro si è ridotto ad appena uno al 58° giro, una progressione cronometrica media di 1,46 secondi al giro che lo ha portato a sorpassare il pilota nativo di Hasselt all’esterno della curva 1 al giro numero sessanta. La manovra gli è valsa il terzo trionfo successo stagionale e l’allungo nella classifica del mondiale piloti. Sono quattordici le lunghezze di distacco dell’ex pilota Toro Rosso rispetto all’ex McLaren. Ambedue sono stati protagonisti dei rispettivi migliori avvii di stagione dopo quattro corse, il che fa capire quanto sia tirata la competizione tra i due.

Terzo Valtteri Bottas, protagonista di una gara anonima, che ha preceduto Charles Leclerc. Il monegasco della Ferrari ha colto il miglior risultato possibile massimizzando il potenziale della SF21 sulla pista spagnola. Il ferrarista, fenomenale al via quando è riuscito a sorpassare all’esterno della curva 3 la W12 E Performance del finnico, ha dovuto cedere la terza posizione a favore del finlandese grazie all’undercut che il muretto Mercedes ha fatto ai danni del Cavallino Rampante nel corso del primo pit stop al ventiduesimo giro. La Scuderia di Maranello, grazie anche al settimo posto finale di Carlos Sainz, ha portato a casa un bottino totale di diciotto punti che le consente di accorciare il distacco dalla McLaren di sole cinque lunghezza nella bagarre tra le due squadra per il terzo posto nel mondiale costruttori.
Tra le due monoposto italiane, si sono issati Sergio Perez, quinto, e Daniel Ricciardo, sesto. Il messicano della Red Bull è stato protagonista di un fine settimana sottotono, molto probabilmente condizionato dal problema fisico alla spalla nel corso delle qualifiche. Partendo dall’ottava posizione su un tracciato molto ostico per i sorpassi, la quinta posizione finale limita i danni. In squadra si aspettano delle prestazioni decisamente migliori da parte dell’ex Racing Point, come ad esempio in Bahrain, non certamente quelle si sono viste nel corso del fine settimana iberico, a cominciare dal distacco di un secondo accusato in qualifica dal compagno di squadra.
Per l’australiano, invece, si è trattato del miglior weekend da quando è alla guida della MCL35M. Sia in gara sia in qualifica, il nativo di Perth ha battuto la concorrenza interna del compagno di box Lando Norris. Questo a testimonianza di come gara dopo gara Daniel stia entrando sempre più in sintonia con la vettura e anche con la power unit Mercedes, mai testata nell’arco della sua carriera. Il prossimo appuntamento in programma è Monaco, la sua pista preferita e dove si esalta maggiormente data la vittoria nel 2018 e le pole position del medesimo anno e del 2016 alla guida della Red Bull.
Il suo team mate, il britannico classe 1999, ha chiuso ottavo precedendo Esteban Ocon, nono, e Pierre Gasly, decimo. Il transalpino dell’Alpine è riuscito a portare la A521 nella zona punti per il terzo GP consecutivo, dimostrando costanza di rendimento da parte sua e della vettura. Il francese è stato bravo nella gestione dell’usura degli pneumatici medi evitando un crollo delle prestazioni sul finale come invece è successo alla monoposto gemella. La strategia adottata dal costruttore d’oltralpe, un solo pit stop, è stata comunque sbagliata, dato che il campione GP3 2015, seppur abbia concluso nei primi dieci, poteva quantomeno essere in bagarre con le McLaren e Sainz.
Chiude la top-ten il suo connazionale dell’AlphaTauri, che è riuscito ad arpionare un punto iridato dopo una prima parte di gara che sembrava compromessa data la sosta anticipata. Per la Scuderia di Faenza il bilancio è di un punto nelle ultime due gare, la AT01 non è stata particolarmente come nei primi due appuntamenti in Bahrain e a Imola, dove il costruttore faentino poteva raccogliere molto di più di quanto fatto. Undicesimo Lance Stroll, che si è messo alle spalle Kimi Raikkonen, dodicesimo, e Sebastian Vettel, tredicesimo.
L’Aston Martin è ancora una volta la delusione del fine settimana dopo Portimao. Dopo l’ottima stagione scorsa, seppur dovuta fondamentalmente a una vettura basata sulla Mercedes W10 EQ Power+ del 2019, si pensava che il rientrante costruttore britannico potesse dar seguito ai risultati ottenuti l’annata scorsa dalla Racing Point. Invece, il bilancio attutale è di appena 10 punti contro i 42 della stagione scorsa dopo lo stesso numero di gare disputate (4).
Il pluri iridato ha preceduto George Russell, quattordicesimo, e Antonio Giovinazzi, quindicesimo. La gara dell’italiano dell’Alfa Romeo è stata compromessa dall’errore ai box dei meccanici. Rientrato in anticipo per la prima sosta sfruttando il regime di Safety Car, entrata per il ritiro di Tsunoda alla curva 10, il pilota pugliese è rimasto circa 35 secondi fermo nella piazzola del pit stop a causa della confusione dei meccanici sul tipo di pneumatici da montare. Una volta uscito dalla pit lane, Giovinazzi non è riuscito a riprendere il gruppo e da lì in poi la sua gara è stata un calvario. Chiudono la classifica Nicholas Latifi (16°), Fernando Alonso (17°) e le Haas di Mick Schumacher e Nikita Mazepin, penultimo e ultimo. Unico ritirato Yuki Tsunoda, a causa di un problema di natura elettronica sulla sua AlphaTauri.

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