F1 | GP Stiria 2021, analisi prove libere: Verstappen primo, Mercedes velocissima nei tratti guidati

L’olandese della Red Bull il più veloce in ambedue le sessioni. La W12 la monoposto più veloce nei settori due e tre. Ferrari focalizzata sulla gestione pneumatici

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 25/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Verstappen in uscita dalla curva 7 (foto: Red Bull Racing Twitter)

Max Verstappen ha ottenuto la miglior prestazione al termine della seconda sessione di prove libere che si è disputata oggi pomeriggio sul tracciato austriaco, sede dell’ottavo appuntamento iridato della stagione. L’olandese della Red Bull ha fermato il cronometro sull’1:05.412, ottenendo la miglior prestazione anche nel turno pomeridiano dopo aver svettato in mattinata. L’attuale leader del mondiale è stato molto consistente nella simulazione del passo gara. Il ventitreenne di Hasselt ha coperto una distanza di 18 giri nel long run con gli pneumatici a mescola dura, girando sul ritmo medio dell’1:09.5/1:09.6.
Il pilota della Red Bull ha preceduto il suo ex compagno Daniel Ricciardo, secondo, ed Esteban Ocon, terzo. L’australiano della McLaren, reduce dal sesto posto ottenuto al termine dell’ultima gara che si è disputata al Circuit Paul Ricard, sembra che stia finalmente trovando la quadratura del cerchio al volante della MCL35M. Sul giro secco, l’ex Toro Rosso è stato molto rapido, mentre nella simulazione dei long run è stato il più lento dei piloti di vertici, con ritmo mediamente sull’1:10.5 con gomme soft.
Sensazioni positive per il francese dell’Alpine, in cerca di riscatto dopo le delusioni di Baku (ritirato) e Le Castellet (14°). Il pilota transalpino si è fermato a soli quarantadue millesimi dalla seconda posizione, mostrando il potenziale della A521 sulla pista austriaca. In ottica gara, invece, il francese è stato complessivamente più veloce delle vetture di Woking e di Sebastian Vettel, monoposto che montavano la stessa tipologia di pneumatico, la C4.
Quarta posizione per Lewis Hamilton. Il campione del mondo in carica, in realtà, aveva ottenuto il miglior tempo di giornata in 1:05.335 prima che gli venisse cancellato per oltrepassato i limiti della pista all’ultima curva. Nonostante questo, il pluri iridato ha mostrato il potenziale della W12 E Performance facendo segnare i miglior parziali nei settori due e tre, rispettivamente con i crono di 28,898 secondi e 19,657 secondi. Il tratto centrale e l’ultimo sono i più guidati del Red Bull Ring, dato che comprendono curve molto veloci: curva 6 (203 km/h), curva 7 (233 km), curva 8 (251 km/h), curva 9 (265 km/h) e curva 10 (201 km/h).
Il sette volte campione del mondo è apparso molto costante anche sul passo gara, nel quale ha girato nella media sul piede dell’1:09.5 con le mescole morbide. Quinta e sesta posizione rispettivamente per Fernando Alonso e Sebastian Vettel. Lo spagnolo dell’Alpine ha confermato quanto fatto vedere dalla vettura nelle ultime due apparizioni in Francia e Azerbaijan, nelle quali ha chiuso ottavo e sesto. Il bi-campione del mondo ha svolto un programma di lavoro differente dal compagno di squadra in ottica passo gara, concentrandosi nel percorrere svariati giri con le specifiche medie. L’ex ferrarista ha percorso una distanza totale di sedici giri con un ritmo medio nell’ordine dell’1:10.0/1:10.1.
Ottima sessione di prove libere anche per il tetra campione del mondo, mai così in alto nella classifica dei tempi da quando ha debuttato con l’Aston Martin in Bahrain. Il tedesco, che ha chiuso a meno di due decimi dalla seconda posizione di Ricciardo, ha testato sia le gomme morbide sia le gomme medie in ottica gara. Con le mescole C3, Vettel ha completato un run di quindici giri con un passo medio sull’1:10.4 circa, mentre con le mescole C4 ha percorso otto tornate sul piede dell’1:10 basso.
Settimo Lando Norris, a precedere Lance Stroll in ottava posizione. Il britannico della McLaren ha chiuso attardato di oltre due decimi rispetto al tempo del suo compagno di squadra, ma nella simulazione gara è stato più rapido. Anche l’inglese ha svolto un programma di lavoro incentrato sull’utilizzo degli pneumatici morbidi. Rispetto a Ricciardo, ha percorso una distanza più ampia ma con un passo medio più rapido all’incirca di due decimi paragonandolo con quello del compagno di box.
Il talento ex F2 ha svolto nel finale anche uno short run di quattro giri con gli pneumatici duri. Il canadese, invece, ha portato anche l’altra AMR21 tra i primi dieci. Il pilota dell’Aston Martin, così come Vettel, ha provato le specifiche C3 e C4 sulla distanza di gara. Dei piloti che hanno testato la gomma morbida, Stroll è stato più lento solamente di Perez ed Hamilton chiudendo uno stint di sette giri con un crono medio sull’1:09.9. Va comunque specificato il fatto che sia il messicano sia il britannico hanno ottenuto i propri tempi con pista meno gommata. Con il compound medio, l’ex Williams ha completato 16 tornate con un tempo medio sull’1:10.6/1:10.7.
Hanno completato la top ten Sergio Perez e Antonio Giovinazzi, rispettivamente nono e decimo. Tracciando un parallelo con Verstappen, il messicano della Red Bull non ha brillato sul giro secco, anzi. Il delta cronometrico tra i due alfieri della scuderia di Milton Keynes è stato di ben 667 millesimi al termine della seconda sessione di prove libere. A differenza del suo compagno di box, il nativo di Guadalajara ha simulato lo stint iniziale del gran premio con gomme soft, girando sul piede dell’1:09.8/1:09.9 nell’arco dei dieci giri percorsi. Con pneumatici hard, invece, l’ex Racing Point è stato più lento di due decimi nella media rispetto a Max pur coprendo una distanza minore (4 giri).
Buon inizio per l’italiano dell’Alfa Romeo, che sul tracciato austriaco ha colto due piazzamenti a punti sulle tre gare che ha disputato in carriera in Formula Uno. La vettura della Casa del Biscione si è sempre ben comportata in Stiria come dimostrano la doppia zona punti del 2018, il quinto posto in qualifica di Raikkonen nel 2019 e il nono posto finale di Giovinazzi la passata annata. La prima delle due Ferrari è quella di Carlos Sainz, undicesimo. Per la Scuderia di Maranello si è trattato di un venerdì a due facce: la prestazione sul giro secco della SF21 non è esaltante con ambedue due i piloti, mentre le performance della simulazione dei long run hanno mostrato dei progressi rispetto all’ultima, disastrosa, gara di Le Castellet.
Il Cavallino Rampante ha differenziato il programma tra i rispettivi piloti: l’iberico si è focalizzato sul comprendere il comportamento della vettura con gomme soft, mentre Charles Leclerc, che ha chiuso 13° la sessione pomeridiana, ha svolto un lavoro incentrato sulla gestione degli pneumatici duri. Lo spagnolo ha completato diciannove giri con tempo medio sull’1:10.1/1:10.2, mentre il monegasco ha chiuso un run di diciotto tornate girando mediamente sull’1:10 basso.
Nel primo settore, entrambe le SF21 erano circa tre decimi più lente rispetto al miglior crono fatto segnare in quel punto. Il tratto iniziale è quello che maggiormente enfatizza la potenza della power unit, il che significa che forse l’assetto aerodinamico scelto dalla Ferrari è più carico per consentire ai piloti di gestire meglio l’usura degli pneumatici e l’eventuale formazione di graining sui battistrada. Tra le monoposto italiane si è interposto Valtteri Bottas, solamente dodicesimo. Il finlandese della Mercedes ha subito una penalità di tre posizioni in griglia di partenza per essere andato in testacoda in pit lane.
Un errore da debuttante che complica il proseguo del fine settimana del finnico, già protagonista di un avvio sottotono. Oltre ad aver chiuso ad oltre sei decimi di distanza da Hamilton, il trentunenne di Nastola ha faticato molto con le soft nella simulazione del passo gara, chiudendo uno stint di nove giri sul piede dell’1:10.2, più lento dell’Aston Martin e della Ferrari. Con le dure, invece, il campione GP3 2011 è stato più efficiente. Tracciando un parallelo con le Red Bull, che hanno provato la stessa specifica, l’ex Williams è stato complessivamente solamente un decimo più lento di Verstappen.
Quattordicesimo tempo per Kimi Raikkonen. Il campione del mondo 2007 dell’Alfa Romeo ha preceduto Yuki Tsunoda, 15°, e George Russell, 16°. Hanno completato la classifica della seconda sessione di prove libere le Haas di Mick Schumacher e Nikita Mazepin, rispettivamente diciassettesimo e diciottesimo, e la Williams di Nicholas Latifi, ultimo. Non ha invece preso parte alla sessione pomeridiana Pierre Gasly.Il francese dell’AlphaTauri, secondo al termine della prima sessione di prove libere, è rimasto fermo a causa di un problema alla power unit Honda sulla sua monoposto riscontrato nell’ora di pranzo. Nel ring delle interviste, il campione GP2 2016 si è espresso così: “La mattinata è andata alla grande, il ritmo e le prestazioni sul giro della AT01 sono state molto buono e il programma stava procedendo bene, il fine settimana era partito col piede giusto. Purtroppo, però, la squadra ha individuato un qualcosa di anomalo sul motore e per precauzione non sono sceso in pista al pomeriggio perché i meccanici volavano accertarsi di quanto fosse accaduto. E’ stato un peccato perché volevamo testare alcune soluzioni nel turno pomeridiano. Dobbiamo analizzare tutti i dati in vista delle qualifiche e provare a mettere tutto assieme per estrarre il massimo dalla vettura” ha chiuso fiducioso il transalpino.

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