F1 | GP Stiria 2021, analisi gara: Verstappen e Red Bull implacabili, progresso Ferrari

Max e la RB16B sono il binomio perfetto attualmente, Mercedes sul podio. Ottima rimonta del Cavallino Rampante con Sainz e Leclerc. Norris salva la McLaren

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 28/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Max Verstappen alla quarta vittoria stagionale (foto: Red Bull Racing Twitter)

Max Verstappen ha vinto il gran premio della Stiria che si è disputato sul tracciato situato a Zeltweg, sede dell’ottava prova iridata stagionale. L’olandese della Red Bull ha trionfato per la quattordicesima volta in carriera in Formula Uno, per la quarta in stagione. Per il ventitreenne di Hasselt è stata una vittoria dominante, dato che è sempre stato in testa alla gara dalla partenza alla bandiera a scacchi. La strategia adottata dal muretto anglo-austriaco è stata quella del singolo pit stop, effettuato al ventinovesimo giro. Scattato dalla pole con pneumatici a mescola media, il classe 1997 ha imposto il proprio ritmo alla corsa girando tra l’1:09.6 e l’1:10.0 per ventisette tornate consecutive, riuscendo costantemente ad aumentare il distacco sul diretto inseguitore e rivale al titolo iridato Lewis Hamilton.
Una volta passato agli pneumatici a mescola dura per affrontare la seconda parte della gara, il passo gara dell’olandese ha continuato ad essere irraggiungibile per il resto del gruppo. Dal 33esimo al 61esimo giro, Verstappen ha chiuso ogni passaggio sotto il muro del minuto e nove secondi, girando mediamente sull’1:08.7/1:08.8. Nelle ultime dieci tornate, l’ex Toro Rosso ha amministrato l’ampio margine di vantaggio cercando nelle battute finali il giro veloce della corsa. Al giro numero 68 ha fermato il cronometro sull’1:08.017, un tempo che è stato battuto solamente dal compagno di squadra Sergio Perez e dal sette volte campione del mondo che si erano fermati ai box una seconda volta per montare gomme medie e soft.
Il fatto che Max abbia cercato di fare il giro più veloce con pneumatici con i quali aveva percorso ben trentotto giri, fa capire, oltre alle indiscusse qualità del pilota, quanto sia performante la RB16B. La monoposto di Milton Keynes ha ottenuto quattro successi consecutivi, cosa che al team non accadeva dal 2013 con Sebastian Vettel, su quattro tracciati dalle caratteristiche differenti. Monaco è un tracciato cittadino che esalta il grip meccanico e la precisione d’inserimento dell’avantreno. Baku è caratterizzato da lunghi rettilinei che richiedono una power unit potente e un tratto della pista in cui l’aderenza la fa da padrona.
Il Paul Ricard è un tracciato costituito da chicane veloci e curve in appoggio nelle quali il carico aerodinamico è l’aspetto fondamentale per esaltare le prestazioni della vettura. Infine il Red Bull Ring, nel quale l’efficienza aerodinamica è il fattore determinante per bilanciare la velocità massima sui rettilinei e la deportanza in curva. 
Per quanto riguarda le velocità di punta, la nuova specifica 2 del propulsore turbo-ibrido RA621H ha dato qualche cavallo di potenza extra soprattutto grazie all’affidabilità ormai consolidata del motore nipponico.
Chiaramente è impossibile quantificare il numero preciso di cavalli in più, e conseguentemente il guadagno cronometrico, ma aver migliorato l’affidabilità, il tallone d’Achille della power unit di Tokyo, consente di poter utilizzare delle mappature più spinte senza incappare in rotture. In virtù dell’attuale superiorità della triade Verstappen-Red Bull-Honda, alla Mercedes non resta che limitare i danni e raccogliere il maggior bottino di punti possibili di tappa in tappa. Missione che ieri il costruttore tedesco ha raggiunto portando sul podio sia Hamilton sia Valtteri Bottas, rispettivamente secondo e terzo. Il sette volte iridato ha provato a tenere il passo del suo rivale all’iride, ma il delta cronometrico tra i due si è costantemente ampliato nell’arco della distanza di gara.
Nel long run iniziale con le mescole medie, le medesime del leader, dalla partenza sino alla prima sosta nel corso del ventottesimo giro, il campione del mondo in carica ha mantenuto un passo mediamente sull’1:09 alto con nove passaggi sopra l’1:10.0. Una volta passato dalle coperture medie a quelle dure, l’inglese ha avuto un ritmo scostante, alternando passaggi sull’1:08 basso a tornate oltre l’1:09. Dato che il gap da Verstappen era ormai incolmabile e il vantaggio sul compagno di box era di circa venticinque secondi, il muretto ha deciso di fermare Lewis al terzultimo giro per far registrare il giro veloce con gomme morbide.
Obbiettivo archiviato all’ultima tornata grazie all’1:07.058 con il quale si è assicurato il punto addizionale. In un mondiale così competitivo, ogni dettaglio può far la differenza nel computo finale. Quarto podio stagionale per Valtteri Bottas, nuovamente terzo. Il finnico della Mercedes, che si era qualificato secondo ma è partito quinto a causa della penalità di tre posizioni che gli è stata inflitta dai commissari in seguito al testacoda in pit lane nel corso delle prove libere 2, è riuscito a contenere la rimonta di Sergio Perez, quarto al traguardo. Il messicano della Red Bull era comodamente terzo ma, nel corso del primo pit stop, i meccanici non sono riusciti subito a sostituire il pneumatico posteriore sinistro perdendo quasi tre secondi che sono costati al messicano la posizione sul finlandese.
A quel punto, data la difficoltà dell’ex Racing Point di arrivare in zona DRS con il trentunenne di Nastola, gli strateghi di Milton Keynes hanno fermato Perez al giro numero 54 montando gomme medie nel tentativo di ricucire il distacco e provare il sorpasso nelle battute finali. Impresa che il nativo Guadalajara ha sfiorato all’ultimo giro grazie a una progressione cronometrica nelle ultime quindici tornate nelle quali ha mantenuto un passo sull’1:08 basso con due passaggi sull’1:07.894 (giro 57) e sull’1:07.987 (giro 62). Allo sventolare della bandiera a scacchi, il distacco tra le due seconde guide di Mercedes e Red Bull è stato di appena un secondo dei venti iniziali.
Quinto Lando Norris, al settimo piazzamento stagionale in top 5. La costanza di rendimento del talento classe 1999 sta apportando un consistente aiuto alla McLaren nel mantenere la terza posizione nel mondiale costruttori date le difficoltà di Ricciardo. L’inglese ha sfruttato, soprattutto in qualifica, la competitività della monoposto di Woking. La MCL35M è caratterizzata da un’ottima efficienza aerodinamica che le consente di bilanciare la velocità massima sui rettifili alla deportanza nelle curve veloci, i punti chiave della pista austriaca. Alle spalle della vettura britannica si sono classificate le Ferrari di Carlos Sainz e Charles Leclerc, rispettivamente sesto e settimo.
Ambedue i piloti sono stati protagonisti di un’ottima rimonta considerano le posizioni nelle quali si trovavano al primo giro. Lo spagnolo partiva 12°, mentre il monegasco è stato costretto a rientrare ai box al primo giro in seguito al contatto con l’AlphaTauri di Pierre Gasly che ne ha provocato la rottura dell’alettone anteriore. Rientrato in pista 18°, la sua gara è stata tutta in rimonta. Sfruttando la strategia del doppio pit stop, il campione F2 2017 ha percorso uno stint iniziale con pneumatici hard che lo ho portato sino all’ottava posizione con un passo gara che si attestava sull’1:11 basso nella media. Al giro numero 37, il ferrarista ha effettuato la seconda sosta montando le gomme medie rientrando in pista 14°.
Da quel momento, Leclerc ha cominciato a recuperare posizioni grazie a una progressione cronometrica di giri in sequenza sul piede dell’1:09 basso. In particolar modo, dal 60° al 70° giro, l’ex Alfa Romeo ha girato costantemente sull’1:08.8/1:08.9 mettendo in cassaforte la settima posizione finale.
Gara consistente anche da parte del madrileno, che ha adottato una strategia differente rispetto al compagno di box. Essendo stato eliminato nel Q2, lo spagnolo ha potuto scegliere con quale tipo di mescola partire. Scattato con pneumatici medi, Sainz ha prolungato lo stint iniziale sino al giro numero 41 gestendo l’usura delle gomme e cercando di creare il gap chi si era già fermato ai box per effettuare la sosta e recuperare posizioni.
Alla quarantaduesimo giro, l’ex McLaren è rientrato ai box per montare le gomme dure ed è riuscito a sopravanzare Alonso e Tsunoda rientrando appena alle spalle di Stroll in settima posizione. Il passo gara con le mescole hard è stato notevole da parte di Carlos, tanto da riuscire non solo a sopravanzare e staccare l’Aston Martin ma anche a sdoppiarsi in pista dalla Mercedes di Hamilton. Norris, invece, era ormai troppo distante in quinta posizione. La prestazione della SF21 in gara è stata diametralmente opposta a quanto si è visto al Paul Ricard in Francia, nella quale entrambi i piloti hanno concluso fuori dalla zona punti a causa di un eccessivo degrado delle coperture più dure.
Per migliorare la gestione delle gomme, la Scuderia di Maranello ha adottato una configurazione aerodinamica più carica degli alettoni, sia anteriore sia posteriore. Scelta di bilanciamento aerodinamico che ha penalizzato la velocità di punta, ma risultata azzeccata nel complesso. Dato che questo fine settimana si correrà nuovamente al Red Bull Ring, il Cavallino Rampante dovrà trovare la quadratura del cerchio per massimizzare anche per la prestazione in qualifica.
Hanno completato la classifica dei primi dieci, Lance Stroll, ottavo, Fernando Alonso, nono, e Yuki Tsunoda, decimo. Il canadese dell’Aston Martin ha compiuto il sorpasso decisivo ai danni dello spagnolo dell’Alpine all’esterno della curva 6 nel corso del primo giro, dato che grazie a qualla manovra è riuscito a tenere dietro per tutta la gara il bi-campione del mondo. I due sono stati sempre vicini dalla partenza alla bandiera a scacchi con un margine costante tra il secondo e i tre secondi. Per il nipponico dell’AlphaTauri si è trattato del terzo piazzamento a punti in carriera in F1 dopo il Bahrain e l’Azerbaijan.
La AT01 del debuttante giapponese è stata l’unica a tagliare il traguardo, dato che Pierre Gasly è stato costretto al ritiro dopo il contatto con Leclerc nel primo nel quale ha bucato la gomma posteriore sinistra con successiva rottura della sospensione, dell’alettone posteriore e del fondo dal lato sinistro della vettura. Undicesimo Kimi Raikkonen, che ha preceduto Sebastian Vettel e Daniel Ricciardo, rispettivamente 12° e 13°. Per il tedesco dell’Aston Martin il passaggio a vuoto in Stiria ha sancito la conclusione della striscia di tre piazzamenti consecutivi a punti. Quinto a Monaco, secondo a Baku e sesto a Le Castellet per un bottino totale di trenta punti.
Per l’australiano della McLaren, invece, la gara è stata condizionata dal calo di potenza accusato al motore nei giri iniziali mentre era ottavo. Da quel momento ha perso inesorabilmente posizioni e terreno. Esteban Ocon, anonimo in quattordicesima posizione, si è messo le spalle Antonio Giovinazzi, sfortunato ad esser stato mandato in testacoda da Gasly, e Mick Schumacher. Hanno completato la classifica Nicholas Latifi e Nikita Mazepin, ultimo e penultimo. Ritirato George Russell a causa di problemi di affidabilità al motore turbo-ibrido

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