F1, GP Austria 2021: guida alla pista

Un tracciato breve come crono sul giro, con ben quattro tratti da oltre 300 km/h di velocità massima e composto da curve veloci. Scopriamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 30/06/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Verstappen in azione al Red Bull Ring (foto: Red Bull Racing Twitter)

Nel 1970 venne inaugurato l’Osterreichring, che nel medesimo anno ospitò la prima edizione del gran premio d’Austria. La pista era lunga 5941 metri ed era costituita da 18 curve. Questa configurazione venne mantenuta sino al 1987, prima che la tappa austriaca venisse tolta dal calendario provvisoriamente. Dieci anni dopo, nel 1997, il tracciato torno ad ospitare un gran premio di F1 con una nuova denominazione e un rinnovato layout. L’A1 Ring, 4371 metri di lunghezza e nove curve, fu sede sino al 2003 della gara austriaca.
Dal 2014, anno del rientro calendario della Formula 1, la tappa austriaca è presente in pianta stabile, anche con un doppio appuntamento come avvenuto la passata stagione e come avverrà questo fine settimana in seguito al gran premio della Stiria della scorsa settimana. Il tracciato attualmente misura 4318 metri ed è composto da dieci curve, delle quali sette a destra e tre a sinistra. La distanza di gara prevista è di 71 giri, per un chilometraggio complessivo di 306,452 km. Il record assoluto della pista appartiene a Valtteri Bottas, che ottenne la pole position nel GP d’Austria della passata stagione col crono di 1:02.939. Il record in gara è stato fatto segnare da Carlos Sainz nel GP della Stiria dell’annata scorsa.
Prendendo come riferimento il video onboard camera di Max Verstappen nel corso del suo giro nelle qualifiche del 2017, si possono analizzare le caratteristiche del tracciato situato in Stiria. Dalla linea del traguardo alla prima curva ci sono circa trecento metri di distanza. Curva 1 è una destra da affrontare in quarta marcia a 153 km/h che immette sul seguente curvilineo, dove è possibile usufruire della prima zona DRS, verso sinistra che porta prima alla curva 2, da percorrere in pieno in ottava marcia a 321 km/h, e poi verso la curva 3. Si tratta di una piega verso destra da fare in seconda velocità a 92 km/h, la cui traiettoria perfetta prevede di arrivare al punto di corda evitando bloccaggi all’avantreno e lunghi in frenata in modo tale da massimizzarne la trazione.
In uscita dalla tre, le monoposto affrontano il seguente rettilineo in discesa, nel quale è possibile utilizzare la terza zona DRS, che porta alla frenata della curva 4, il più di frenata più impegnativo della pista austriaca. Qui i piloti decelerano da 342 km/h a 122 km/h nello spazio di 141 metri e nell’arco temporale di 2,57 secondi. Il carico esercitato sul pedale del freno è di 173 kg, la decelerazione è di 5,2 G. La trazione in uscita porta verso la curva 5, nella medesima direzione della curva antecedente ma da fare a 263 km/h in sesta marcia, alla quale segue la doppia sinistra delle curve 6 e 7.
La prima ha una velocità di percorrenza di 206 km/h in quinta marcia, la seconda di 233 km/h in sesta marcia parzializzando l’acceleratore una volta superato il punto di corda. In seguito vi è il cambio di direzione verso destra per la curva 8, da affrontare in settima marcia a 262 km/h, il cui seguente allungo in discesa porta verso le curve 9 e 10, ambedue verso destra. La nove si percorre in settima velocità a 243 km/h, per la dieci i piloti scalano due marce con una velocità di percorrenza di 201 km/h. In uscita dall’ultima curva, si può usufruire della terza zona DRS sul rettilineo del traguardo.

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