F1, GP Ungheria 2021: guida all’Hungaroring

Un tracciato corto, nel quale contano la trazione in uscita dalle curve lente, la precisione di inserimento all’avantreno e il carico aerodinamico nelle curve veloci

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 26/07/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La mappa dell'Hungaroring (foto: F1 sito web ufficiale)

Dopo due settimane di pausa, la Formula Uno farà tappa all’Hungaroring per l’undicesimo appuntamento iridato della stagione. Il tracciato situato nelle vicinanze della capitale Budapest ha fatto il proprio debutto in F1 nel 1986, e da quell’anno ospita ininterrottamente il gran premio d’Ungheria. La pista è lunga 4381 metri ed è composta da 14 curve, delle quali nove a destra e cinque a sinistra. L’acceleratore viene utilizzato per il 54,7% del giro, i freni per il 18. I cambi di marcia sono 44 per ogni tornata, per un totale di 3080 nell’arco della distanza del gran premio.
Il record assoluto sul giro appartiene a Lewis Hamilton, che l’anno scorso aveva fatto segnare la pole position col crono di 1:13.447. Anche il giro record in gara è del sette volte iridato della Mercedes, che nell’edizione 2020 aveva ottenuto il giro più veloce della gara in 1:16.627. La distanza di gara prevista è di 70 giri, con un chilometraggio totale pari 306,630 chilometri. Prendendo come riferimento il video del giro onboard del pluri campione del mondo nel corso delle qualifiche del 2019, possiamo analizzare nel dettaglio il tracciato magiaro.
Circa seicento metri dopo la linea di partenza, le monoposto vanno in discesa verso il punto di frenata più impegnativo del tracciato, la curva 1. La prima curva è una destra da affrontare in terza marcia a 106 km/h, in uscita dalla quale si può sfruttare la prima zona DRS del tracciato ungherese.
Successivamente vi è la curva 2, una sinistra da fare in quarta marcia a 125 km/h, nella quale i piloti, una volta superato il punto di corda, accelerano per sfruttare tutta la pista in uscita e portare quanta velocità possibile per il cambio di direzione verso destra della curva 3, da percorrere in sesta marcia a 232 km/h. Dopo, vi è la salita che porta verso la curva 4, la più veloce della pista magiara, una destra che le monoposto affrontano in settima marcia a 251 km/h.
In seguito, vi è la curva 5, una destra che le monoposto affrontano in quarta marcia a 159 km/h parzializzando l’acceleratore in uscita, alla quale segue la chicane destra-sinistra delle curve 6 e 7. La velocità in ingresso è di 111 km/h in terza marcia, quella in uscita di 138 km/h. Il breve allungo seguente porta verso la curva 8, una sinistra da affrontare in quinta marcia a 191 km/h, alla quale segue in direzione opposta la curva 9, da fare in quarta a 162 km/h. Dopo di che vi è prima verso sinistra la curva 10 da affrontare in pieno a 252 km/h in sesta velocità e in seguito la curva 11 verso destra da percorrere con la medesima marcia a 241 km/h.
L’allungo in uscita dalla undici porta alla frenata della curva 12. I piloti devono decelerare e sterzare verso destra allo stesso tempo, per questo motivo è molto complicato mantenere una traiettoria adiacente al punto di corda. Successivamente vi è la curva 13, una sinistra a medio raggio di percorrenza da affrontare in terza a 116 km/h. Infine vi è in direzione opposta la curva 14, l’ultima della pista che sorge a circa quaranta chilometri dalla capitale Budapest. Il disegno è simile alla curva antecedente, la velocità è di 151 km/h in quarta marcia e l’uscita immette sul rettilineo del traguardo sul quale è possibile usufruire della seconda zona DRS del tracciato.

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