MotoGP | GP Austria 2021, analisi prove libere: Zarco da record, seguono le Suzuki

Il francese firma il nuovo record della pista, seguito da Mir e Rins, ambedue soddisfatti dell’abbassatore all’anteriore. Bagnaia ottavo ma fiducioso, Marquez dolorante

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 13/08/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Johann Zarco in sella alla Desmosedici (foto: Pramac Racing sito web)

Johann Zarco ha chiuso in testa alla classifica combinata dei tempi delle sessioni di prove libere che si sono disputate oggi pomeriggio al Red Bull Ring, sede dell’undicesimo appuntamento iridato della stagione in corso. Così come una settimana in occasione del gran premio della Stiria, le prove libere uno in mattinata si sono svolte in condizioni di pista asciutta, mentre le prove libere due al pomeriggio si sono disputate su pista bagnata a causa del fronte temporalesco che si abbattuto sul tracciato austriaco poco prima dell’inizio del turno pomeridiano.
In virtù della pioggia nel corso delle PL2, tutti i i piloti hanno ottenuto i rispettivi migliori riscontri cronometrici nelle PL1. Il transalpino della Ducati Pramac non solo ha ottenuto la miglior prestazione, ma lo ha fatto facendo registrare il nuovo record assoluto della pista, fermando il cronometro sull’1:22.827. Il francese bi-campione del mondo della Moto2 ha ottenuto
i migliori parziali in tutti e quattro i settori: 16.975 (T1), 26.108 (T2), 23.567 (T3), 16.177 (T4). Il tempo di Zarco fa capire quanto sia grande il potenziale della Desmosedici su questa pista, per questo la Casa di Borgo Panigale si aspetta di vivere un fine settimana da protagonista assoluta anche la scuderia ufficiale.
Alle spalle del pilota d’oltralpe vi sono le Suzuki di
Joan Mir e Alex Rins, rispettivamente in seconda e terza posizione. Il campione del mondo in carica ha iniziato allo stesso modo la seconda tappa austriaca di come aveva concluso la prima la scorsa settimana, ovvero in seconda posizione. L’abbassatore all’avantreno introdotto nel weekend scorso ha consentito ai piloti di avere un feeling migliore alla guida, oltre che migliorare le performance della moto stessa. Il costruttore nipponico era l’unico team in griglia a non usufruire ancora di questa soluzione tecnica.
Sulla novità tecnica, l’iridato si era espresso già in termini favorevoli sette giorni fa: “Con il dispositivo la moto impenna decisamente meno. Dal punto di vista della tenuta atletica, faccio meno fatica per tenere basso l'anteriore e avverto maggiore spinta in accelerazione. Questo probabilmente ci permetterà anche di ‘giocare’ di più con l'elettronica. Considerando che si tratta solamente del primo prototipo credo che i tecnici abbiano svolto un grande lavoro”.
Anche il venticinquenne catalano aveva approvato il nuovo dispositivo, in particolar modo in frenata: “Devo ancora adattarmi e coordinarmi al meglio tra accelerazione e attivazione della leva. Non è un grattacapo, dobbiamo solo completare giri in più per poi configurare definitivamente questo dispositivo. Per il momento mi sento meglio in fase di frenata, questo è già possibile denotarlo”.
Quarto Taakaki Nakagami, a precedere Aleix Espargaro, quinto, e Fabio Quartararo, sesto. Prove libere incoraggianti per il nipponico della LCR Honda, reduce da un quinto posto che proverà a bissare se non a migliorare, dato che il giapponese è stato il migliore dei piloti della casa di Saitama. Per il leader del mondiale, invece, concludere anche questo secondo fine settimana al Red Bull Ring sul podio si tratterebbe di oro colato sia in ottica iridata, sia per il fatto che lui non ammiri questo tracciato sia perché le caratteristiche tecniche dello stesso non sono ideali per la M1.
Alex Marquez, in settima posizione a confermare quanto di buono stia mostrando il Team di Lucio Cecchinello su questa pista, si è messo alle spalle Francesco Bagnaia e suo fratello Marc Marquez, rispettivamente in ottava e nona posizione. L’otto volte iridato della Honda ufficiale ha accusato nuovamente dolori al braccio destro, nello specifico alla spalla. La pista di Zeltweg presenta molte staccate verso destra, il che genera notevole stress fisico al lato destro del corpo. Infatti, si è potuto denotare come più volte il pluri iridato iberico abbia gesticolato per le fitte avvertite nell’arco delle prove libere uno.
L’italiano della, invece, Ducati ufficiale si è detto molto entusiasta, ai microfoni di Sky Sport MotoGP, del programma di lavoro svolto e di quanto sia trovato a suo agio in sella alle Desmosedici, soprattutto in ottica passo gara: Ambedue i turni hanno fornito riscontri positivi. In mattinata con pista asciutta siamo andati bene, mostrando di essere competitivi con pneumatici usati. Ho fatto il mio miglior tempo alla seconda uscita, meglio rispetto alla settimana scorsa, e senza fare il ‘time attack’ siamo sempre rimasti nei primi dieci, che era il target che ci eravamo prefissati. Siamo in una buona posizione anche per quanto concerne il ritmo gara
Nella seconda sessione di prove libere, invece, in condizioni di pista bagnata ero molto veloce – ha proseguito Pecco - quando il tracciato si è asciugato non aveva più senso girare perché abbiamo a disposizione solamente tre treni di pneumatici a mescola media e non volevamo rovinarli in vista della giornata di domani. Ho imparato anche dal fine settimana scorso. In curva sono riuscito ad avere un ingresso più veloce e ne sono entusiasta perché ho fatto tesoro di quanto abbiamo imparato sette giorni fa. Abbiamo provato un’uscita sull'asciutto ma non riuscivo a massimizzare la potenza in accelerazione. La prima uscita, sul bagnato, è andata molto bene. Per quanto riguarda la mattinata, ho abbassato i miei tempi circa due/tre decimi in condizioni di asciutto, il che è mi rende felice. Purtroppo la scorsa settimana non siamo riusciti a dimostrare il potenziale. Sono partito più forte di sette giorni fa, già dal primo run. Vedere questi tempi è stato molto incoraggiante” ha concluso fiducioso il campione Moto2 2018.

Ha completato la classifica dei primi dieci Jorge Martin, il vincitore dello scorso gran premio. Il talento madrileno della Ducati Pramac ha preceduto Pol Espargaro, 11°, ed Enea Bastianini, 12°. Da quando Marquez è tornato, il trentenne spagnolo è stato sovente alle sue spalle, nonostante la condizione fisica dell’otto volte campione del mondo non sia ancora ottimale a giudicare anche dalle immagini odierne. Per l’ex pilota della KTM le difficoltà in sella alla RC123V continuano e ci comincia a domandare quando riuscirà a trovare definitivamente la quadratura del cerchio con le caratteristiche della moto nipponica.
Tredicesimo tempo per Luca Marini, davanti a Valentino Rossi e alle KTM Factory Team di Miguel Oliveira, quindicesimo, e Brad Binder, sedicesimo. Jack Miller, diciassettesimo con la Ducati ufficiale, si è messo alle spalle le KTM Tech3 di Danilo Petrucci, 18°, e Iker Lecuona, 19°, e Cal Crutchlow, che chiude la classifica dei tempi in ultima posizione in sella alla Petronas Yamaha SRT.

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