F1 | GP Olanda 2021: anteprima Pirelli

Curve veloci in sequenza, sopraelevate, banking variabili e dislivelli stressano gli pneumatici a causa delle sollecitazioni e forze laterali alle quali vengono sottoposti

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 03/09/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
L'infografica Pirelli con le caratteristiche tecnica dello Zandvoort Circuit (foto: Pirelli Motorsport Twitter)

PERCHE’ SONO STATE SCELTE QUESTE SPECIFICHE
Con il Gran Premio d’Olanda al Zandvoort Circuit, tornato a far parte del calendario della Formula 1 a trentasei anni di distanza dall’ultima volta, datata 1985, è la quarta volta nell’arco di questa stagione che vengono scelte le tre mescole più dure della gamma P Zero: la C1 sarà la hard, la C2 sarà la media e la C3 sarà la soft. Il ritorno della tappa olandese era inizialmente previsto per l’annata passata, ma è stato rimandato a quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia Coronavirus. Per via delle curve molto impegnative e per la mancanza di dati significativi a cui far riferimento, le mescole più dure risultano la scelta più adatta.

CARATTERISTICHE TECNICHE DEL TRACCIATO
Il circuito di Zandvoort di oggi è abbastanza diverso da quello che ospitò la Formula 1 nel 1985. In particolare, le curve 3 e 14 (dedicate rispettivamente al precedente direttore del circuito John Hugenholtz e al pilota olandese Arie Luyendyk) hanno un banking rispettivamente di diciannove e diciotto gradi. Si tratta di un banking che è oltre il doppio di quello di Indianapolis (che è di circa 9 gradi) e questo significa che le monoposto potranno affrontare queste curve con una velocità molto più elevata rispetto al passato, sottoponendo i pneumatici a uno stress maggiore.
La curva 14 viene percorsa a con l’acceleratore spalancato per tutto il raggio di percorrenza, generando forze superiori ai 4 G, mentre in altre due curve le frenate generano forze di circa 5 G: le entrate in curva 1 e in curva 11. La curva 7, percorsa ad una velocità di oltre 260 km/h, è un altro punto in cui si generano forze laterali di circa nell’ordine dei 5 G. A questa seguono immediatamente le curve 8 e 9 che vanno a completare una serie di tre curve consecutive con elevate forze G.
Come prevedibile per un circuito inaugurato nel 1948, Zandvoort è un tracciato vecchio stile, con curve strette e veloci e numerosi cambi di elevazione. Una delle curve più famose è il Tarzanbocht, la prima curva del giro, che oggi è più vicina alla linea del traguardo rispetto a com’era originariamente. La Hans Ernst Bocht invece, situata a fine giro, ha un’uscita più ampia rispetto a prima e quindi consente ai piloti di accelerare prima.
Zandvoort si trova vicino a una spiaggia di dune di sabbia che qualche volta viene depositata dal vento sul tracciato, compromettendone il grip: questa caratteristica è tipica di luoghi come il Bahrain.

ANTEPRIMA FORMULA 3
Il campionato di Formula 3 continua a Zandvoort, dopo appena una settimana dall'ultima gara a Spa, con pneumatici a mescola dura. Come da regolamento, per ogni gara viene utilizzata un’unica specifica. Quest’anno, in cinque dei dieci round è stata nominata la hard, mentre negli altri cinque la medium. Le curve sopraelevate di Zandvoort esercitano molta energia sui pneumatici, e di conseguenza la loro struttura è sottoposta a importanti carichi, considerato anche che in Formula 3 non ci sono pit stop obbligatori. Non è previsto un set di pneumatici da trasporto da Spa per le prove libere di questo fine settimana: i piloti avranno invece un nuovo set di pneumatici hard in più.

Mario Isola, Responsabile F1 e Car Racing, analizza lo Zandvoort Circuit: Il Gran Premio d'Olanda rappresenta ovviamente una sfida inedita per noi, ma grazie anche ai dati forniti da Formula 1 e dai team siamo stati in grado di stabilire una nomination mescole e delle prescrizioni in linea con quelle che dovrebbero essero le caratteristiche di questo nuovo entusiasmante tracciato. Essendo una pista nuova, le sessioni di prove libere saranno fondamentali per raccogliere dati reali e formulare la strategia pneumatici per la gara. Quello che è certo è che la conformazione del circuito sottoporrà i pneumatici a carichi impegnativi, come abbiamo visto dalle simulazioni al computer che abbiamo effettuato. Quest’anno abbiamo già corso a Zandvoort nel GT World Challenge e questo ci ha fornito qualche informazione utile”.

PRESSIONI MINIME AL VIA (slick):
Anteriore: 22.0 psi
Posteriore: 21.5 psi

LIMITE MASSIMO CAMBER:
Anteriore: -3.00°
Posteriore: -2.00°

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