F1 | GP Italia 2021: guida alla pista di Monza

Soprannominato ‘il Tempio della Velocità’, il tracciato ha una media oraria sul giro da oltre 260 km/h e ben quattro punti sopra i 330 km/h. Analizziamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 08/09/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La mappa dell'Autodromo Nazionale di Monza (foto: F1 sito web)

A sette giorni di distanza dal Gran Premio di Olanda che si è disputato presso lo Zandvoort Circuit e vinto da Max Verstappen, questo fine settimana la Formula Uno farà tappa all’Autodromo Nazionale di Monza per il Gran Premio d’Italia, sede del quattordicesimo appuntamento iridato stagionale. I lavori per la costruzione dello storico tracciato italiano iniziarono il 15 maggio 1922 e l’inaugurazione si svolse il 28 luglio del medesimo anno, con Felice Nazzaro e Pietro Bordino che percorsero il primo giro a bordo della Fiat 570.
La pista è lunga 5793 metri ed è composta da undici curve, delle quali sette a destra e quattro a sinistra.
La distanza di gara prevista è di 53 giri, pari a un chilometraggio complessivo di 306,720 chilometri. L’80 per cento della percorrenza del giro è con l’acceleratore pigiato al massimo. Il record assoluto sul giro appartiene a Lewis Hamilton, che l’anno scorso aveva fatto segnare la pole position col crono di 1:18.889 al volante della Mercedes W11 EQ Performance. Il record in gara, invece, è di Rubens Barrichello che nell’edizione 2004 fece registrare il giro veloce in 1:21.046 con la Ferrari F2004.

Utilizzando come riferimento i video onboard camera della passata stagione, si può analizzare il disegno della pista monzese. Dalla linea del traguardo alla prima curva ci sono circa cinquecento metri di distanza. La frenata della Prima Variante, chicane destra-sinistra, è il punto distaccata più impegnativo della pista italiana. Secondo i tecnici della Brembo, le vetture decelerano da 353 km/h a 88 km/h nell’arco di 135 metri e nello spazio temporale di 2,66 secondi. Il carico esercitato sul pedale del freno è di 195 chilogrammi, la decelerazione è di 5,5 G. La potenza frenante esercitata è di 3441 kW.
In accelerazione in uscita dalla curva 2, la trazione risulta essere di fondamentale importanza per evitare di avere un posteriore instabile e perdere velocità per il tratto seguente. Successivamente alla due, vi è verso destra la Curva Grande (curva 3), la cui velocità di percorrenza è di 288 km/h in ottava marcia, prima che le monoposto frenino per la Variante della Roggia. Si tratta di una chicane sinistra-destra nella quale la velocità in ingresso (curva 4) è in terza marcia a 112 km/h attaccando il cordolo interno per preparare bene l'uscita (curva 5) a 134 km/h parzializzando l'acceleratore e sfruttando il cordolo in uscita.
In seguito, vi è la doppia destra delle Lesmo: la prima (curva 6) la si affronta in sesta marcia a 227 km/h, la seconda (curva 7) a 202 km/h in quinta marcia. Dopo la sette, le vetture affrontano il rettilineo in discesa del Serraglio, nel quale è possibile usufruire della prima zona DRS del tracciato brianzolo, che porta alla Variante Ascari. Composta da tre curve sinistra (curva 8) - destra (curva 9) - sinistra (curva 10) la si percorrere in ingresso a 207 km/h in quinta marcia e successivamente in pieno a oltre 240 km/h in sesta.
Superato il punto corda della undici, le vetture percorrono il lungo rettilineo, nel quale raggiungono quasi i 340 km/h, che porta all'ultima curva della pista monzese, la Michele Alboreto. Rinominata per questa edizione, la ex Curva Parabolica si affronta a 225 km/h in sesta marcia ed immette sul lungo rettifilo d'arrivo, della lunghezza di 1,1 chilometri, nel quale è possibile sfruttare la seconda zona DRS dell'Autudromo Nazionale di Monza

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