MotoGP | GP Emilia Romagna 2021: anteprima Brembo

Il costruttore italiano analizza le caratteristiche del tracciato italiano e il conseguente impiego degli impianti frenanti

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/10/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
La vista dall'alto della pista italiana (foto: Misano World Circuit Twitter)

Così come la passata stagione, anche quest’anno il Motomondiale disputerà due tappe al Misano World Circuit Marco Simoncelli. Questo fine settimana si correrà per la seconda volta dopo la prima che si era svolta il 19 settembre scorso con la vittoria della Ducati di Francesco Bagnaia. L’anno scorso i due appuntamenti si disputarono consecutivamente a distanza di sette giorni l’uno dall’altro. Il tracciato è il terzo stagionale a ospitare due gran premi dopo il Losail International Circuit, 28 marzo (GP Qatar) e 4 aprile (GP Doha), e il Red Bull Ring l’8 agosto (GP Stiria) e il 15 agosto (GP Austria).
Secondo i tecnici Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti della classe regina del Motomondiale, la pista emiliana rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritata un indice di difficoltà di 3 a causa dell’assenza di lunghi rettilinei. La pompa radiale Brembo è adottata da tutti i piloti della top class. Con essa sia la forza delle dita sulla leva sia quella della leva stessa sul pistoncino agiscono nello stesso senso, ovvero radialmente rispetto al punto di ancoraggio della pompa sul manubrio senza generare attriti né torsioni. In tal modo non vi sono sprechi di energia.
Brembo depositò nel lontano 1985 il primo brevetto della pompa radiale, nata per soddisfare le esigenze del racing, in particolare quella di un minor ingombro. L’anno dopo equipaggiò la Yamaha YZR OW di Eddie Lawson che proprio quell’anno si aggiudicò il Campionato del Mondo della classe 500. Solo in tre curve del Misano World Circuit Marco Simoncelli la decelerazione supera i 100 km/h e la frenata i tre secondi: queste staccate si trovano tutte prima del secondo intermedio mentre nella seconda metà del tracciato la decelerazione massima è di 93 km/h, alla curva 9, e l’impiego massimo dei freni all’ultima curva, per 2,7 secondi.
In ogni passaggio, i piloti della MotoGP usano i freni dodici volte per un cronometraggio totale di trentuno secondi, equivalenti al 34 per cento dell’intero distanza di gara complessiva. Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota esercita un carico complessivo sulla leva del freno di 12 quintali, il valore più alto dell’intero tra le piste presenti nel calendario della stagione attuale. Delle dodici frenate del tracciato romagnolo, tre sono classificate come impegnative per i freni, altrettante sono di media difficoltà e le restanti sei sono scarsamente impegnative.
La frenata della curva 8 è quella più impegnativa: per decelerare da 272 km/h a 116 km/h servono 4 secondi durante i quali i piloti sono soggetti a una decelerazione di 1,5 G mentre percorrono 201 metri. Il carico esercitato sulla leva del freno è di 5,3 kg e la pressione del liquido freni di 11,4 bar. La potenza frenante è è di 12,6 bar, mentre il disco raggiunge picchi di temperatura nell’ordine dei 760 gradi centigradi.

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