Rosberg in Pole Position in Ungheria

Hamilton con la monoposto in fiamme; disastro Raikkonen

pubblicato il 26/07/2014 in Sport da Elena Caracciolo
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Elena Caracciolo

Che qualifiche spettacolari sul Circuito di Hungaroring.
Qualifiche che non hanno affatto annoiato, ma che, anzi, hanno mescolato e rimescolato brividi, ansia, disperazione per alcuni, entusiasmo per altri, imprevedibilità per tutti.
Qualifiche che hanno visto trionfare, col tempo di 1.22:715, la Mercedes di Nico Rosberg.
Un trionfo non scontato, un trionfo sudato, perché a prendersi la Pole Position provvisoria e a chiudere secondo, come un’ombra, come una spia, c’è il tedesco della RedBull Sebastian Vettel, che ha lottato molto e che quasi c’aveva creduto che la Pole spettasse a lui, che la Pole fosse sua.
Ma il podio del sabato è così composito che a calcare il terzo gradino c’è un’altra scuderia: la Williams Mercedes, che ha visto il suo pilota Bottas chiudere in terza posizione.
Quarta casellina per la RedBull di Dani Ricciardo, che questa volta deve rassegnarsi a stare dietro al compagno di team.
Quinto posto per Fernando Alonso, il ferrarista che è andato benissimo oggi, ma che, nonostante avanzasse ancora qualche secondo, ha deciso di scendere dalla monoposto e non tentare un altro giro.
Chissà se si sarebbe migliorato…
Sesto tempo per Felipe Massa, reduce di un week end difficile e di trascorse gare ancor più difficili.
Settimo cronometro per Button e ottavo tempo per Vergne (ottimo in Q1, sulla sua Toro Rosso spumeggiante di vitalità).
Ma dove sono finiti i due piloti che contano un Mondiale a testa?
Dove sono finiti Kimi Raikkonen (campione del mondo 2007) e Lewis Hamilton (campione del mondo 2008)?
Sono finiti dietro, molto dietro, troppo dietro.
Kimi Raikkonen domani scatterà dalla diciassettesima casellina per responsabilità non sue, per la scellerata capacità decisionale del team Ferrari.
Era in bilico in quindicesima posizione e poteva tentare un giro, ma la scuderia ha scelto di farlo rimanere dentro, certa che né Hulkenberg, né Bianchi potessero fare di meglio; e invece i due piloti hanno fatto due giri perfetti e sono passati in Q2, mettendo fuori Kimi Raikkonen.
Disperato, nero, tenebroso momento in casa Ferrari.
Ma la disperazione non è tanta quanta quella di Lewis Hamilton, il quale, a tre minuti dall’inizio della Q1, dopo un venerdì brillante e un sabato mattina splendido, ha visto la propria Mercedes prendere fuoco ed è stato costretto ad arrestarsi e a non accedere a nessuna delle tre eliminatorie (partirà ventesimo, davanti solamente ad un Maldonado più sfortunato di lui).
Momento critico in Mercedes: una freccia d’argento così forte eppure che ha avuto problemi di pressione del carburante (a dire di Lauda); un pilota così forte, che non riesce a dimostrare quanto vale e si sta nutrendo di rimonte.
E mentre qualche goccia di pioggia ha fatto capolino all’inizio della Q3 e mentre le bandiere rosse hanno dominato per i cinque minuti successivi all’incidente contro le barriere di Magnussen, sembra essere tutto dal Circuito ungherese di Hungaroring.
 

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