Serie A, Chievo giustiziere della sera

Tonfo del Napoli a Palermo, avanza la Fiorentina

pubblicato il 16/02/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
M'Baye Niang ai tempi del Milan

Sabato 14 e domenica 15 febbraio 2015. È stata celebrata la XXIII giornata di serie A. Al “Mapei Stadium” la favola del Sassuolo si schianta contro la rincorsa all’Europa della Fiorentina. Per i viola implacabile Babacar, che completa con una doppietta il lavoro iniziato da Salah al 30’. Il senegalese segna due minuti dopo il suo compagno e cinque minuti prima dell’estense Bernardi, il cui gol, ininfluente per il risultato, chiude la gara al 67’.  
Nel derby delle due Sicilie la vittoria del Palermo sconvolge ancora una volta gli assetti nei quartieri alti della classifica. Nella notte del “Barbera” i partenopei, piegati da Lazaar (14’), Vazquez (36’) e Rigoni (65’) sentono ora assottigliarsi a +4 il vantaggio sugli arrembanti medicei e laziali.
L’Inter rinasce nella sempre ostica Bergamo (tra bergamaschi e ambrosiani, tra l’altro, è sempre derby cromatico) grazie alla rinascita di Guarin, autore di una doppietta stendi-avversari.  All’argentino, in gol al 37’ e al 63’,  hanno fatto compagnia Shaqiri al 3’ su rigore e Palacio al 73’; dall’altro lato,poche frecce all’arco di Colantuono, a parte Moralez, firma del momentaneo pareggio al 27’.Acque agitate, invece, in casa Milan, e non solo sul fronte societario, dove il patron Berlusconi sarebbe in trattative con una cordata thailandese per la cessione del 30% della proprietà. In campo, infatti, le cose non sono molto più serene: la squadra di Inzaghi al “Meazza” non riesce ad andare oltre l’1-1 col mai domo Empoli. Illude Destro al 40’, ma poi è Maccarone al 69’ a lasciare per l’ennesima volta con l’amaro in bocca i tifosi rossoneri. Altro deludente pareggio è quello di Roma – dal punto di vista della Roma, naturalmente - tra la seconda e l’ultima in classifica: il confronto col Parma, che sembrava lasciapassare sicuro per i tre punti a favore dei capitolini, si chiude invece sullo 0-0 e gli uomini di Garcia confermano di essere a secco di energie, o comunque in una fase di abulia. Stando così le cose, la Juventus ne approffitta per tirare un po' i remi in barca, e può anche permetterselo: al "Manuzzi" finisce in parità la gara col Cesena. Padroni di casa in vantaggio al 17' con Djuric, ma ai bianconeri bastano dieci minuti per raggiungerli con Morata. Sei minuti dopo, Marchisio fa 1-2. Ma la pericolante squadra di Di Carlo non ha più giornate da perdere e così, senza timori reverenziali nei confronti della capolista, si rimbocca le maniche: il gol della determinazione arriva al 70' ad opera di Brienza, poi il risultato non cambia più. Sorride frattanto, anche dei guai giallorossi, l’altra metà calcistica della capitale: la Lazio espugna Udine con un rigore di Candreva al 23’ e si porta al quinto posto alle spalle della Fiorentina. E mentre il Cagliari in trasferta impone il pareggio al Gran Torino (o quantomeno al Bel Torino) di Ventura (letteralmente botta e risposta: El Kaddouri al 35’ risponde per i granata a Donsah, che aveva portato in vantaggio gli isolani un minuto prima), il Genoa torna prepotentemente alla ribalta, infliggendo un inappellabile 5-2 al Verona. Al “Ferraris” sugli scudi c’è Niang: l’attaccante senegalese in prestito dal Milan è la vera anima della vittoria-rilancio del Grifone. La sua doppietta, al 12’ e al 29’, è il cuore di un successo a cui hanno contribuito anche, come goloso contorno, la sfortunata autorete scaligera di Agostini (10’), e le reti di Bertolacci (65’) e Perotti (86’). Per gli uomini di Mandorlini alla valanga genoana ha provato ad opporsi Toni, che ha trafitto Perin, da par suo, al 20’ e al 57’: ma quando la giornata nasce storta anche il paladino più ardimentoso diventa un donchisciotte.  Il Genoa è a 35 punti, -2 dalla Lazio e a pari quota con la consorella Sampdoria, uscita battuta dal confronto del “Bentegodi” contro il Chievo: Izco e Meggiorini, marcatori rispettivamente al 2’ e al 40’, regalano ai clivensi una vittoria fondamentale in chiave-salvezza, oltre che una bella soddisfazione nei confronti di una grande: a Carnevale il pandoro è buono come a Natale, anche se Muriel al 91’ ci aveva provato a farlo andare per traverso: su suggerimento di Eto’o, valore aggiunto e fardello della Samp post-mercato di riparazione.     


 

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