Serie A, è sempre più Lazio

Biancocelesti soli al secondo posto in classifica

pubblicato il 12/04/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Stefano Pioli ai tempi del Bologna

Sabato 11 e domenica 12 aprile 2015. È stata celebrata la XXX giornata di serie A.

Probabilmente ci può stare: sulla strada per il Grande Slam è inevitabile incorrere in qualche buccia di banana, e la Juventus di Allegri non ha derogato alla regola.  Nessuna Corea o Caporetto, però: la sconfitta di Parma per i bianconeri assomiglia a quella di na maglia rosa che, in una tappa secondaria, lascia volentieri il traguardo ad un velocista, tenendo bel saldo il suo vantaggio in classifica generale. Ed il Parma, se è proprio destino che dovrà sprofondare, almeno lo farà con la soddisfazione di aver battuto in casa i cannibali del campionato.

Però, appunto, lo dicevamo prima: se dovrà sprofondare. Oggi come oggi, tutto sommato, il Cagliari penultimo dista solo cinque punti, e Cesena e Atalanta, con un po’ di continuità, sono tutt’altro che irraggiungibili. Certo, la vittoria dell’Atalanta sul Sassuolo (doppio Denis al 42’ e al 62’ su rigore, a cui tenta vanamente di opporsi Berardi al 59’), ghettizza un po’ le ultime tre piazze in graduatoria. Ma vogliamo dirla tutta? Il gol di José Mauri al 60’ non sconvolge certo il torneo in vetta alla classifica (+13 o +12 rispetto alla seconda, nell’immediato, non fa tantissima differenza), ma lo riapre improvvisamente, miracolosamente, in coda. Adesso, si può ben dire, c’è anche il Parma. I ducali sono tornati. E nonostante le penalizzazioni.

Se il Cagliari resta a -5 punti, il Parma lo deve da una lato al fatto che Zeman poteva anche desistere dal tornare in Sardegna (i rossoblù non hanno certo cambiato marcia da quando è tornato il boemo, anzi sono tornati allo status quo precedente all’avvento di Zola); nello specifico di questo turno di campionato, alla voglia del Genoa di riquotarsi in Eurozona. Al “Ferraris” la sfida a favore della truppa di Gasperini nel secondo tempo: Niang al 52’ e Falque al 58’ spianano ai grifoni la strada dei 41 punti.  41 è anche la quota arpionata dall’Inter grazie alla brillante vittoria ottenuta a spese del Verona, al “Bentegodi”: i gol di Icardi all’11’ e di Palacio al 49’ ( a cui si aggiunge un’autorete di Moras al 91’) consentono alla manciniana di espugnare un terreno dove, recentemente, la Roma era stata fermata e il Napoli aveva dovuto capitolare.

Il Cesena si complica la vita, e non poco, perdendo al “Manuzzi” contro il Chievo. Sembravano spacciati, i pandorini, prima dell’arrivo di Maran; ed era più o meno lo stesso discorso che si faceva nel 2013-14, prima che tornasse Corini. Ma i gialloblù sono abituati a far ricredere le cassandre, ed oggi possono festeggiare l’ormai avvenuta conquista del pass per l’ottava stagione consecutiva in A grazie al gol del veterano Pellissier all’82’.

Secondo posto in classifica: per la Lazio il sorpasso sui cugini giallorossi, bloccati sull’1-1 a Torino (rigore di Florenzi al 59’, a cui risponde Maxi Lopez al 65’), è cosa fatta, È la solita devastante biancoceleste, quando è in giornata: quaterna secca, per effetto dei centri di Stefano Mauri (4’), Klose (31’), Candreva (44’) e Felipe Anderson (54’), e all’Empoli neppure le frattaglie. Che signor allenatore, Pioli: reduce da una retrocessione co Bologna, si è rilanciato alla grande alla guida delle aquile, ed è senza alcun dubbio il tecnico-rivelazione di questa stagione, insieme a Sarri  (cioè proprio la sua vittima di giornata). La prossima giornata vedrà scontrarsi Juve e Lazio: uno scontro che ora ha lo stesso valore di quello che, solo qualche settimana fa, avrebbe avuto un Roma-Juve. Il Napoli batte e scavalca la Fiorentina, irriconoscibile al “San Paolo”: decidono Mertens al 24’, Hamšik al 72’ e Callejon all’88’.

Si rivede il Palermo alle porte dell’Europa. L’Udinese, invece, risulta scomparsa già da un po’ e al “Friuli” non sono stati certo i rosanero per magia a farla svanire nel nulla. Il risultato odierno, determinato dalle reti di Lazaar al 15’, di Rigoni al 21’ e di Chochev al  67’, conferma semmai che l’ultimo baluardo contro la "fantasmizzazione" dei bianconeri resta sempre lui, l’eterno Totò Di Natale,  incapace di esimersi dal mettere la sua personale impronta nella storia della gara, seppur tardivamente (81').

A  San Siro 1-1 nel posticipo serale tra Milan e Sampdoria: segnano Soriano al 58’ per i doriani e De Jong al 75’ per i rossoneri. Se non altro agli uomini di Inzaghi il punto serve a superare in classifica  per un solo punto i cugini interisti.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password