Serie A, definita l’Eurozona

Fuori Samp ed Inter

pubblicato il 25/05/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Stephan El Shaarawy

Sabato 23 e domenica 24maggio. È stata celebrata la XXXVII giornata di serie A.

Chiamatela Allegra Bulimia. Più vince, la Juve, più ha fame di vincere. E poco importa che sia ormai nella condizione di non dover più perseguire obiettivi, ma anzi di poter far avanzare qualcosa per gli obiettivi   degli altri (anche se bisogna ammettere che, vincendo la Coppa Italia, i bianconeri hanno "generosamente" liberato un posto in Europa League); cinica ed egoista, la squadra campione d’Italia vuole sempre tutto.

Mal gliene incolse al Napoli in smobilitazione di Benitez (sarebbe questione di ore il suo ingaggio da parte del Real Madrid): per i partenopei appare ormai impossibile andare oltre l’obiettivo minimo della qualificazione in Europa League. A ribadire questo concetto ci hanno pensato Pereyra al 13’ (il suo gol era stato però pareggiato al 50’ da Lopez), Sturaro al 77’ e Pepe, su rigore, al 91’. Ora la prospettiva per la Juventus è quella di chiudere il campionato a 89 punti, per il Napoli, invece, è di mantenere almeno il quarto posto, anche se, a limite, precipitare al quinto posto, non pregiudicherebbe l’accesso diretto in Europa League.

Restiamo in tema di Europa League. Lo spareggio per assicurarsi l’ultimo accesso disponibile, andato in scena al “Ferraris” tra Genoa e Inter, si poteva ben definire uno dei pochi match clou della giornata. E l’ha vinto il Genoa, quasi all’ultimo tuffo, segnando la linea di demarcazione definitiva tra chi entra in Europa e chi ne resta fuori:  tra queste c’è anche la Sampdoria, estromessa per mano dell’Empoli

Quando il cronometro non aveva ancora segnato la mezz’ora del primo tempo c’era già stato il primo botta e risposta tra nerazzurri e rossoblù: al gol di Icardi al 19’ aveva risposto quello di Pavoletti al 24’. Al 30’ Palacio provava a portare ancora avanti gli ospiti,  ma pochi minuti prima della pausa Lestienne risistemava ancora tutto: era il 41’, al ritorno in campo l’Inter non avrebbe saputo più pungere. Lasciando ai grifoni tutto l’agio di preparare nel migliore dei modi la zampata finale: che difatti è arrivata con comodo, ma è arrivata. Più precisamente all’89’ per merito di Kucka.

Si diceva dell'altra genovese, la Sampdoria, fuori dall’Eurozona perché incapace di strappare tre punti all’Empoli al “Castellani”: alla fine, e proprio per il rotto della cuffia, i blucerchiati sono riusciti soltanto ad evitare la disfatta, a cui il gol di Pucciarelli al 46’ sembrava averli condannati. Fortuna che Eto’o, il vecchio leone che era stato la perla del mercato di riparazione doriano, si sveglia al 91’: missione fallita per Sinisa Mihajlovic, malinconico è il congedo dalla corte di Massimo Ferrero.

Altro scontro vero era quello tra Palermo e Fiorentina: è ufficiale, i viola saranno in Europa League anche l’anno prossimo,  e per procursene la certezza, e chiudere i giochi, hanno voluto fortemente vincere al “Barbera”. Passa in vantaggio la Fiorentina con Ilicic al 23’, pareggia Jajalo tre minuti dopo; alla mezz’ora Gilardino riporta avanti gli ospiti, e il Palermo stavolta fatica un po’ a metterci un’altra pezza, ma ci riesce, al 69’ con Rigoni. Poi, al 78’, il gol prenditutto di Alonso

Il Cagliari si diverte a fare il corsaro sul campo del Cesena in una partita senza pretese, da entrambe le parti. Il gol vittoria è di Sau al 95’. Ugualmente “disimpegnata” è la vittoria del Sassuolo a Udine, firmata da Magnanelli, al minuto 71.

All’insegna della serenità anche i pareggi tra Parma e Verona e Chievo e Atalanta. Ormai chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato. Il Parma aveva illuso il suo pubblico (per quel che serve) andando in gol con Nocerino al 21’ e raddoppiando con Varela al 36’.  A riequilibrare la situazione ci pensava Toni, che, dopo aver dimezzato al 42’, trovava il gol del pari al 79’ su rigore, e con esso anche la vetta della classifica dei marcatori. Anche l’Atalanta aveva fatto presagire sfracelli, passando in vantaggio al “Bentegodi” con Alejandro Gomez al 43’. Ma poi Pellissier all’89’ ha riportato sulla terra i ragazzi di Reja

E c’è diletto pure per il Milan, che, quando ormai non serve più, torna grande, in coincidenza col ritorno al gol di El-Shaarawy. L’italo-egiziano, in astinenza dal novembre del 2014 e lungamente fermo ai box, ne fa addirittura due di reti, ad un Torino disponibile a farsi impallinare: sono quelle che aprono e chiudono i giochi, rispettivamente al 18’ e al 65’. Tra una marcatura e l’altra, anche Pazzini ci tiene a dire la sua nell’ultima, trionfale rappresentazione rossonera a San Siro: è il 57’

Questo pomeriggio si chiude col derby del Cupolone, Lazio-Roma. La terza sfida che dà un senso a questo penultimo turno di campionato.

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