Serie B, la geografia 2015-16

Parma addio, tanto Abruzzo

pubblicato il 23/06/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Non sono solo i tifosi della Salernitana ad augurarsi che la vicenda-Lotito possa non avere conseguenze sull’iscrizione in B della squadra granata. Sono tutti gli amanti del giusto bilanciamento tra squadre meridionali  e squadre centro-settentrionali in serie B a volerlo. 

La Salernitana, avendo come patron il presidente della Lazio, ha vinto il girone più meridionale della Lega Pro, sui cui dirigenti Lotito avrebbe fatto pressioni per ottenere che il bilancio della categoria venisse approvato secondo i suoi desiderata.  E se rischia lui (come, effettivamente, rischia) potrebbe rischiare anche la squadra ippocratica.

Per il momento la bilancia geografica della serie cadetta “pesa”  sei squadre del Sud, otto squadre del Centro (compresi Abruzzo e Sardegna) e altrettante del Nord (compresa una squadra esclusa, come vedremo).

La regione emergente è certamente l’Abruzzo, che alle due presenze consolidate, quelle del Pescara e della Virtus Lanciano, aggiungerà, nella prossima stagione, anche quella del Teramo. Vestini, Frentani e adesso anche Pretuzi: un bel passo in avanti per un territorio che, a parte i fasti dannunziani, fino almeno ad una decina di anni fa poteva vantare solo qualche remoto trascorso cadetto dell’Aquila.

Rimanendo al Centro, abbiamo l’Umbria rappresentata dalle squadre dei suoi due capoluoghi (Perugia e Ternana), e poi la Toscana, il Lazio e la Sardegna con una rappresentante a testa: parliamo rispettivamente di LivornoLatina e Cagliari.

Capitolo Nord: per l'Emilia-Romagna pattuglia ridimensionata, dopo la cancellazione del Parma, che a causa dei suoi debiti, dovrà ripartire dalla serie D. Se, con i ducali, la rappresentanza emiliano-romagnola era costituita da un trinomio, adesso diventa un binomio, col Cesena, altra retrocessa dalla A, a cui si affianca un Modena alla ricerca perenne dell’annata di gloria.

Abbiamo poi un altro binomio, quello piemontese, costituito dalla Pro Vercelli e dal neopromosso Novara. Una portabandiera della Liguria, lo Spezia, e una della Lombardia, il Como ultimo arrivato:  se i lariani non ce l’avessero fatta, sarebbe stato drammatico dover registrare l’esclusione completa della regione più industriosa d’Italia dalla mappa della serie B. Ed è una cosa che non si è verificata spesso, nella ultra-ottantennale storia di questa categoria.  Invece, gli abbondiani  di Sabatini sono riusciti ad imporsi sul Bassano nella finale play-off di Lega Pro: nessun danno per il Veneto, già rappresentato nel torneo, e prestigiosamente, dal Vicenza. Rimanendo, comunque, in tema-Lombardia, non si può non tenere conto delle voci che vorrebbero un rimpolpamento d'ufficio della presenza di tale regione nel torneo: si parla, infatti, di un ripescaggio del Brescia per sostituire il Parma.  

Per ciò che riguarda il Mezzogiorno d’Italia, a queste latitudini la fanno da padrone Campania e Sicilia. Per la regione che un tempo fu felix all’Avellino, come si è detto, si è affiancata la Salernitana, guai giudiziari permettendo. La Trinacria è invece presente col Catania (i cui vertici, compreso il presidente Pulvirenti, sono stati arrestati oggi) e col Trapani, collettivi entrambi già protagonisti nella scorsa edizione. Il blasone calcistico del Bari e quello extracalcistico del Crotone completano la truppa meridionale:  certamente limitata, ma comunque degnamente assortita.

Il problema, però, è che quando si tratta di imporsi nel capitolo-promozione, ubi maior minor cessat. A meno che i padroni del vapore non siano personaggi facoltosi, Palermo docet.  E, sotto questo profilo, anche la Salernitana, proprio la Salernitana, potrebbe salire in cattedra: a patto che superi l’estate, come il Catania...

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