Anticipi serie A, il primo punto della Juventus

Vittoria della Roma nell’inedito derby del Frosinone

pubblicato il 13/09/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Paulo Dybala ai tempi del Palermo

Un testacoda, un derby laziale senza precedenti e un’eurosfida.

Era questo l’allettante menu della giornata di anticipi del III atto della serie A, tornata in scena dopo la pausa-Nazionale.  Un menu appassionante e variegato come se ne sono visti e se ne vedranno tanti nei sabati d’anticipo, ma questo sabato non era un sabato qualunque: nel testacoda che vedeva impegnata la Juventus, infatti, la squadra bianconera… non era la testa. Dopo due giornate e altrettante sconfitte, i campioni d’Italia erano fanalino di coda insieme ai derelitti Bologna, Carpi, Frosinone ed Empoli (tutte neopromosse, eccetto i toscani), mentre i loro avversari, gli scaligeri del Chievo, dopo due vittorie di fia occupavano l’olimpo della classifica, in compagnia di  Torino, Inter, Sassuolo e Palermo. Allo “Juventus Stadium”, strano ma vero, la sera di sabato 12 settembre  accadeva dunque, come poche volte accade nella storia, che fosse il Chievo a dover cercare quella vittoria maramalda che tante volte alla Juve fu dato di dover sfruttare per consolidare il proprio primato; e che dovesse cercarla proprio a spese della Juventus.

I tifosi bianconeri che non si lasciano andare ai revisionismi dell’era post-Deschamps sanno perfettamente che c’è già stato un periodo bassissimo nella loro storia, e cioè la retrocessione in serie B; ma, potrebbero obiettare loro, e noi congiuntamente, non si trattò certo di retrocessione sul campo, bensì d’ufficio, arrivata al termine di un campionato, quello 2005-06, vinto e letteralmente ammazzato, come ormai accadeva puntualmente da alcuni . Stavolta è diverso: non si era mai vista (se non magari quando ancora poteva vantare in bacheca poco più di dieci scudetti) la squadra zebrata torinese così giù in serie A, veramente e matematicamente giù. La seconda Juve di Allegri ricorda in queste primissime battute di torneo il secondo Napoli di Bigon, anch'esso appena reduce da uno scudetto, giganteggiante in Supercoppa Italiana e poi piuttosto spento in campionato, ma è anche un po’ peggio, se si vuole, perché qui c’è anche l’aggravante “criminale” dell’ancoraggio al palo.

Insomma, incredibile dictu, ma la Juventus in casa propria doveva cercare di limitare i danni al cospetto d un Chievo che, dall’alto dei suoi sei punti, poteva giocare per ben due risultati. E gli ospiti avevano anche provato, in realtà, ad ottenere il massimo: difatti, per il raccapriccio del pubblico sugli spalti, erano anche passati  in vantaggio e subitissimo, con Hetemaj: era solo il 5’. Avevano la storia in mano, i pandorini: avrebbe potuto fare del fortino della pluriscudettata Signora un suolo cartaginese, ma con l’umiltà e la concretezza dei provinciali hanno preferito accntentarsi, e godersi piuttosto l’effetto che fa vedere Buffon & c. rincorrerli con l’acqua alla gola. In realtà ne hanno avuto da ansimare, i campioni d’Italia: e se non fosse stato per un rigore concesso all’83' dall’arbitro Guida di Torre Annunziata per atterramento di  Cuadrado in area clivense, e trasformato da Dybala (che per fortuna qualcosa del periodo palermitano ancora se la ricorda), davvero nessuno avrebbe saputo mettere la mano sul fuoco sul pari sabaudo. Almeno sparisce lo zero in graduatoria per l’Allegra-Armata-non-più-tanto, ma non certo è l’uscita dal tunnel: e intanto i suoi tifosi continuano a ripetersi, come un mantra, che è soltanto “una falsa partenza”.

In terra di Ciociaria nel pomeriggio era andato in scena un derby mai visto in serie A, Roma-Frosinone, per la prima volta latini contro ernici su un campo non di battaglia ma di gioco. E chissà se lo rivedremo ancora, questo scontro, visto e considerato che la squadra di Stellone, con zero punti frutto di tre sconfitte ineccepibili, comincia ad accusare il distacco tipico delle indiziate gravi per un capitombolo che, in questo caso, sarebbe un fulmineo ritorno alle origini. Per il momento i gol di Iago Falque al 44’ e di Iturbe al 93’ proiettano i capitolini al primo posto in classifica, in condominio col Chievo, agganciato a sette punti.

Torna a farsi strada la Fiorentina, che dopo la battuta d’arresto dello scorso turno, in quel di Torino (sponda granata), con un uomo in meno ritrova  la vittoria al “Franchi”, a spese dei grifoni di Gasperini: e vincere contro il Genoa, per la precisione con un gol di Babacar al 60’, significa pur sempre sabotare i piani di una diretta concorrente per l’Eurozona

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