Anticipi serie A, Roma al terzo posto

Grande notte del Napoli: Juve battuta

pubblicato il 27/09/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Mario Lemina

La Roma fa momentaneamente compagnia al Sassuolo al 3° posto,  e il Napoli raggiunge, almeno per una sera, il Milan e la Lazio.  Soprattutto, nella notte del primo sabato d’autunno, gli azzurri si godono l’ebbrezza di aver superato la Juventus in campionato (supportati dal loro popolo, nella cornice del "San Paolo"), e non da inseguitori, com'era successo nell'anno uno dell’era-Benitez (allora, però, parliamo del 2013-14, la sfida di Fuorigrotta andò in scena nel girone di ritorno).

Sono questi gli argomenti  salienti, e importanti,  messi sul tappeto dagli anticipi della sesta giornata di serie A, andati in scena il 26 settembre. Importanti come il numero di gol segnati nelle due gare: ben nove. Dispiace soltanto dover sottolineare, e non è certo la prima volta, che il 90% di essi sono di marca straniera: meno male che ci pensa Insigne, apripista delle marcature del Napoli, a tenere alto il nome dell’Italian way of gol, mentre la rete di Borriello per il Carpi,  non meno “doc” di quella di Insigne, serve solo al suo autore a metter fieno in cascina per la classifica marcatori.

Ma il gol di Marco Borriello conferma anche, se mai ce ne fosse stato bisogno, che l’attaccante già milanista rappresenta  e rappresenterà sempre di più in futuro un imprescindibile baluardo di speranza  per i menottiani: perché, se contro un tir come la Roma  il suo gol è stato un fiammifero nel tunnel, contro avversari ben più abbordabili la differenza la farà proprio l’avere o il non avere un bomber di razza.

Per il momento, però, lo dicevamo, il Carpi è stato “investito” nel bel mezzo di una galleria chiamata “Olimpico” da un vero e proprio camion carico di livore per due anni di soddisfazioni scippate puntualmente dalla Juventus. Manolas (lo stesso che nel turno infrasettimanale aveva segnato l’autorete fatale contro la Sampdoria) al 24’, Pjanic al 28’, Gervinho al 31’, Salah al 50’ e Digne al 68’: una Lupa affamata travolge forse con troppa crudeltà una vittima sostanzialmente facile, ma questa furia sembra prima di tutto voglia di non incampare negli stessi dolorosi errori del recente passato (e pazienza per la parentesi del "Ferraris"). Tra il gol di Gervinho e quello di Salah, come detto, Borriello, da buon paladino, ha cercato di mettere un argine a favore della squadra carpigiana. Niente da fare, la partita era già compromessa, ma ribadiamo la nostra speranza per i tifosi emiliani, Borriello sarà senz'altro il grimaldello per le sfide decisive dei prossimi mesi.

La notte del "San Paolo" sorride ad un Napoli che sembra aver preso gusto a recitare, in casa, il ruolo di ammazza-concorrenti, reali o sulla carta: dopo aver polverizzato la Lazio, i partenopei di Sarri riassaporano la gioia dimenticata di battere la Juve in una partita di serie A, avendo qualche punto in più rispetto ai sabaudi (per la verità, solo uno prima di ieri). Ed è festa grande, soprattutto per quele che sono le conseguenze di classifica: i gol di Insigne al 26’ e di Higuain al 62’ consentono ai padroni di casa di staccare di ben quattro lunghezze i campioni d'Italia. Ai quali non resta che l’(esilissimo) orgoglio di aver dimezzato lo svantaggio, con Lemina, appena un minuto dopo il raddoppio partenopeo. È interessante ricordare come per il giocatore franco-gabonese, lo scorso mese di agosto, la Juventus abbia dovuto duellare sul mercato proprio col Napoli

Non c’è dubbio: se si guarda al rigido regime juvecratico ristabilito negli ultimi anni, questo è davvero un mondo tornato bruscamente sottosopra. 

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