Serie A, Fiorentina tallonata ma sempre in testa

Un derby d’Italia di transizione

pubblicato il 19/10/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua

Domenica 18 ottobre. Ė andato in scena il resto dell’VIII giornata di serie A.

Vedi Napoli e poi muori” è un detto che si addice perfettamente al “trattamento” che la squadra di Sarri si è abituata a fare al "San Paolo" alle sue concorrenti dirette: e così, dopo Lazio e Juventus, alle falde del Vesuvio ha dovuto capitolare anche la forte Fiorentina. A dir la verità gli uomini di Sousa erano anche riusciti a neutralizzare il letale gol di Insigne al 46’, con il croato Kalinic al 73’; ma non avevano fatto in tempo a festeggiare che si sono nuovamente trovati sotto, a causa del guizzo vincente di Higuain al 75’. Dopodiché per i medicei non c’è stato più niente da fare.

L’Inter aveva un’occasione d’oro per riprendersi la vetta perduta,  ma dal derby d’Italia che avrebbe potuto affossare la juve è uscito invece uno 0-0 che rimanda tutti i discorsi alla prossima settimana. Per la Fiorentina, naturalmente, attesa al “Franchi” da un scontro diretto da far tremare i polsi, contro la Roma, per l’Inter, di scena a Palermo, e per la Juve, che attende l’Atalanta.

A proposito di Atalanta. Un modo alternativo per iniziare la cronaca di questa giornata sarebbe stato partire ds un gol che ricorda quelli tipici dello stile di un grande attaccante del Catanzaro e del Napoli degli anni ’70-’80, Massimo Palanca: questi soleva segnare alle difese avversarie sui calci d’angolo ma cercando, e trovando, la conclusione direttamente dalla bandierina, e così ha fatto oggi a Bergamo un giocatore dell’Atalanta, che ha raddoppiato per la sua squadra a spese del Carpi. Peccato solo che non fosse italiano: il "Palanca orobico", infatti, è stato al 43’ l’argentino Gómez. Il suo bel gol è andato ad incastonarsi in mezzo a quelli di Pinilla, cileno, e di Cigarini, giunti rispettivamente al 7’ al 63’ su rigore.  In virtù di questo risultato, la squadra di Reja balza in classifica a quota 14 punti, a braccetto col Torino. Passo indietro, invece, per il Carpi di Sannino, alla  cui concentrazione evidentemente la pausa-campionato ha nuociuto.

Torna a farsi vedere nei quartieri alti il Sassuolo, che al “Mapei Stadium” batte e aggancia la Lazio a 15 punti, oltre che il Napoli.  2-1 il risultato finale, con reti di Berardi al 7’ su rigore e di Missiroli al 60’ per gli estensi, a cui replica, vanamente, da parte laziale il brasiliano Felipe Anderson al 67’.

Riprende quota anche il Genoa, più precisamente quota Palermo e Milan (10 punti). A “Ferraris” la vittima è il Chievo, che si sta via via “normalizzando” dopo l’avvio esplosivo del torneo. Ė stata, comunque, una gara scoppiettante, che i padroni  di casa sono riusciti a risolvere soltanto negli ultimissimi istanti di recupero. Questa la sequenza delle reti: in vantaggio il Chievo con Paloschi al 2’; pareggia il Genoa con Pavoletti al 13’, e quattro minuti dopo il togolese Gakpè ribalta per i grifoni. Al 77’, con i tifosi genoani già in festa, Pellissier assestava l’acuto del veterano e faceva 2-2. Ma non era destino che finisse così: ai limiti del’over time un greco ex pupillo di Zeman alla Roma, Tachtsidis, trova il match point che è anche il suo primo gol in questa stagione, al 94': e sicuramente il più decisivo di tutti quelli da lui segnati fino a questo momento in Italia.

Per una genovese che ride ce n’è una che piange, e amaramente: è la Sampdoria, che si presta a fare la vittima di prestigio del Frosinone in terra ciociara. Apre le marcature al al 54’ per i frusinati  Paganini che, fedele al suo nome, non si ripete, al contrario di Dionisi, già protagonista assoluto della vittoria della sua squadra contro l’Empoli e autore del 2-0 che chiude questa gara. Uomini di Stellone a 7 punti in compagnia dell’Empoli, bell’incremento di ossigeno.

In coda note sempre più dolenti per il Bologna: al "Dall’Ara" passeggia anche il Palermo, che fa suo l’intero bottino con Vazquez al 23’. Iachini puntella la panchina, Delio Rossi, invece, sempre in bilico, novità provabilissime nel corso di questa settimana.

Rimanendo sempre in "zona calda", il pareggio del “Bentegodi” tra Verona e Udinese consente agli scaligeri di mantenersi appena sopra la soglia della sopravvivenza: a fissare il punteggio ci pensano il rigore di Pazzini al 41’ per il Verona e il gol di  Thereau   all’84’ per gli ospiti; al francese, però, una robusta mano l’ha data il portiere di casa, il brasiliano Rafael.

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