Anticipi serie A, l’Inter non fa il gioco del Napoli

Al "Meazza" ennesima vittoria di misura

pubblicato il 06/12/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Adem Ljajic ai tempi della Roma

Ieri sera l’Inter si è ripresa per l’ennesima volta, a 33 punti,  la vetta del campionato (fra non molte ore, comunque, l’agguerrito Napoli lancerà, da Bologna, il suo guanto di sfida), e per l’ennesima volta (l’ottava, per gli amanti delle statistiche) vincendo 1-0.

Vittima di turno a San Siro il Genoa, squadra apparsa priva di incisività in attacco oltre che di idee in fase di manovra: insomma, l’identikit ideale dell’avversario su cui l’Inter, fino ad ora, ha costruito le sue fortune e le sue ambizioni di alta classifica. Dopo un primo tempo di sterile predominio, la manciniana è riuscita a sbloccare la gara al 60’ con Ljajic: che il serbo-bosniaco fosse un predestinato alla segnatura nel corso della serata, lo si era capito ampiamente durante i primi quarantacinque minuti, quando,  prima ancora dell’occasionissima del 43’, che ha costretto il portiere genoano Perin al miracolo, già due volte, precisamente al 18’ e a al 24’, si era presentato sotto rete fallendo di pochissimo il bersaglio. Ed è ancora l'attaccante di Novi Pazar protagonista al 47’, con analoga (s)fortuna.

E nella ripresa, tanto per cambiare, il più pericoloso resta sempre lui, Ljajic: che non solo si sblocca, direttamente su punizione,  e così sblocca la gara, ma si ritrova tra i piedi anche la palla del raddoppio; sono passati solo due minuti dal gol,  e stavolta dove non arriva Perin a fare il miracolo, ci pensa il fuorigioco. Spazio anche per qualche iniziativa di Palacio e Perisic, a vuoto. Genoa in 10 dall’87’ per l’espulsione di D'Ambrosio, ma a quel punto i nerazzurri preferiscono non infierire. Ora occhi e orecchie puntati sul lunch-match al "Dall’Ara" di Bologna e sul "Franchi" di Firenze, dove i viola di Sousa alle 15.00 ospiteranno l’Udinese.

Nel pomeriggio, bisogna registrare la mezza prova d’orgoglio della Roma che, reduce da esperienze di Coppa  e di campionato a dir poco disastrose, sul difficile campo del Torino di Ventura  fallisce di pochissimo la missione 3 punti. Smaltita la partenza-boom dei padroni di casa, la squadra capitolina, che in porta ripresentava l’Impronunciabile, Szczesny, e in attacco ritrovava l’Indispensabile, Gervinho, ha preso coraggio e si è impadronita della manovra. Primo tempo a tutto pressing, ripresa a ritmi meno intensi e “accesa” da folate offensive discontinue, da una parte e dal’altra.

Una di queste, di marca giallorossa, culmina con una punizione che all’83’ consente alla Roma di passare in vantaggio: la esegue Pjanic, che trova la battuta-gol. Sarà poi un altro calcio piazzato, più precisamente un rigore, a riequilibrare le sorti della gara, circa dieci minuti dopo. Ė il 93’, infatti quando il difensore romanista Manolas deve ricorrere alle maniere spicce per fermare Belotti: l’arbitro indica il dischetto, ma non è l’attaccante atterrato a incaricarsi del tentativo di realizzazione, bensì Maxi López, subentrato al 65' ad uno spento Quagliarella. Ed è proprio dell’argentino la rete che consente ai granata di acciuffare  quota 22 in classifica, e dunque di sistemarsi un gradino sotto Milan e Sassuolo.

28 punti, invece, per la Roma, e la magra consolazione di tornare almeno un’incollatura sopra la Juventus: di questi tempi è meglio accontentarsi, d’altronde sotto il Cupolone, calcisticamente parlando, c’è chi sta pure peggio.

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